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Mercoledì, 02 Aprile 2025 09:04

Assisi - Varcate la soglia!

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GIUBILEO DELLA SPERANZA: “VARCARE LA SOGLIA!”

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!
 (Sal. 122 (121) 

All’inizio dell’Avvento la Diocesi di Assisi, Nocera Umbra, Gualdotadino, aveva fatto pervenire ad ogni parrocchia un segno da posizionare in Chiesa come indicazione dell’anno giubilare: una Porta aperta con la scritta “Pellegrini di Speranza”.

Un segno chiaro e indicativo. Sì, la porta segna un passaggio da un ambiente ad un altro e quindi la volontà di entrare in una realtà nuova. “… passare per la porta è riconoscere la propria condizione di viatores, di pellegrini incamminati verso la casa del Padre…”(R. Guardini)  e Gesù ci ripete: “Io sono la porta, se uno entra attraverso di me sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. (Gv.,7-9).

Così già introdotti in questa realtà, dopo Natale è stato facile accogliere l’invito del nostro nuovo parroco don Alessandro Picchiarelli che invitava l’unità pastorale di S. Rufino (Cattedrale e Parrocchie di S. Vitale, Costa di Trex e S. Maria di Lignano, Ponziano e S. Anna) ad un pelle-grinaggio, a Roma, verso la porta Santa di S. Maria Maggiore e S. Pietro.

L’adesione è stata più che soddisfacente al punto di bloccare le iscrizioni perché superavano il consentito.

Così n. 4 pullman, il 15 marzo, sono partiti da Assisi verso Roma, “pellegrini di speranza”, con l’impegno di accogliere il dono della grazia e, attraversata la “Porta Santa”, iniziare un nuovo cammino più coerente e impegnato.

La nostra Comunità religiosa al completo, (Sr. Rosangela Bregani, Sr. Chiaremilia Lavatori, Sr. Marisa Vanin, Sr. Pascaline Edzimbi) da subito ha aderito all’ini-ziativa tenendo fisso il valore che “insieme”, comunita-riamente, sostenendoci a vicenda, sarebbe stato più facile “camminare nella Speranza”.

Tutti i partecipanti sono stati concordi nell’af-fermare che il nostro è stato veramente un pellegrinaggio sia nella disposizione del cuore che nei vari momenti della giornata seminati anche dalla fatica del cammino e da un traffico inimmaginabile che dalle ore 7.00 del mattino ci ha fatto arrivare alle ore 11.00 a S. Maria Maggiore prima tappa del nostro pellegrinaggio.

Don Alessandro, in questa giornata, mandando un suo messaggio ai partecipanti così si esprimeva:

“Un popolo in cammino dietro la croce!  

Una giornata di grazia per tutti i 170 partecipanti in unione con Don Cesare che dal cielo ci ha accompagnato.”

Attraversata la porta Santa di S. Maria Maggiore, dopo una visita breve alla basilica, ci orientiamo verso la cappella della Madonna: “Salus Populi Romani”, per la celebrazione delle ore 12.00.

Attorno all’altare di Maria, raccolti in preghiera, Don Alessandro ci ha ricordato il “Don” che ci ha lasciato soltanto 4 mesi fa, stroncato da un tumore a soli 62 anni, l’affetto, la riconoscenza, la commozione ci ha uniti nella preghiera come una grande famiglia, attorno all’altare.

Coincidenza!!!: oggi è la memoria di S. Cesare vescovo e per caso il nostro gruppo condivide l’Eucarestia con una parrocchia di Bergamo (città di Don Cesare), tutto ci fa sentire profondamente uniti attorno al nostro Pastore.

Dopo la foto di gruppo, partiamo alla volta di S. Pietro per il pranzo al sacco e verso le ore 15.30, in fondo a Via della Conciliazione, per il pellegrinaggio dietro la Croce verso la Porta Santa.

Nessuno avrebbe mai immaginato uno spettacolo simile!!!... Guardando verso la Basilica si vedevano soltanto una infinità di teste che dal fondo di Via della Conciliazione arrivavano all’ ingresso della porta Santa…  quando saremmo potuti entrare??? … Però tutto era previsto e organizzato perché ogni gruppo aveva il suo orario e il suo percorso. Così guidati dai volontari, dietro la croce, pregando lungo il percorso, abbiamo varcato la soglia della “Porta Santa” in S. Pietro!!!

Ritorniamo a casa stanchissimi, ma con il cuore pieno di emozioni, di propositi di riconoscenza, di speranza nel voler concretizzare il grande dono di grazia ricevuto.

Così ora comincia il “pellegrinaggio della Speranza” … nella vita concreta di ogni giorno!

(Spes non confundit) …  “Da questo intreccio di speranza e pazienza appare chiaro come la vita cristiana sia un cammino, che ha bisogno anche di momenti forti per nutrire e irrobustire la Speranza, insostituibile compagna che fa intravvedere la meta: l’incontro con il Signore Gesù.

Le suore della comunità “SS. Regina delle Rose” - Viole - Assisi


 

Letto 77 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Aprile 2025 09:22