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Suor Elena Bilibio Durigon dell’Eucaristia
"Una donazione totale alla missione di Cristo, amando e servendo con umiltà e gioia."
La nostra sorella nacque il 26 ottobre 1948 a Vedelago, Treviso, Italia. Entrò nella congregazione nel prenoviziato il 20 settembre 1964 a Gemona, Italia, dove svolse tutta la sua formazione nella vita religiosa. Emise i primi voti il 12 settembre 1968 e offrì il suo “sì” definitivo al Signore con la professione dei voti perpetui il 12 settembre 1973.
Nel corso della sua vita, la nostra sorella si è donata con generosità al cammino che Dio le presentava, vivendo con una fede incrollabile che ha illuminato anche i momenti più difficili. Il suo servizio costante e traboccante verso i fratelli che Dio poneva sul suo cammino è stato il riflesso del suo amore e della sua dedizione. Con un cuore aperto allo Spirito, accolse con coraggio la missione nella lontana America Latina, una sfida che poté assumere solo grazie alla sua profonda fiducia in Dio, pronunciando il suo "sì" nell'anno 1985.
Arrivata in queste terre, iniziò un'intensa vita missionaria che la portò a percorrere Bolivia, Cile, Perù e Messico. Con una generosità senza pari, assunse incarichi educativi nelle scuole come insegnante di religione e sviluppò una pastorale diretta e intensa con i più bisognosi, specialmente con i bambini.
È facile tradurre la vita di una persona in numeri e anni, ma questi rappresentano solo una parte della sua storia. La vita di Suor Elena è stata molto più di date e luoghi; si è manifestata nell'amore e nella dedizione con cui ha servito le comunità, nella fraternità con le sue sorelle, nella profondità della sua preghiera e nella sua opera pastorale e sacramentale. Con una semplicità unica, ha accolto tanti bambini, trasmettendo loro fiducia e vicinanza, riflesso dell'amore di Dio nella sua vita.
Suor Elena ha assunto più volte il servizio di superiora e animatrice della comunità, preoccupandosi in modo particolare che le sue sorelle fossero fedeli alla loro missione e al Signore, in collaborazione diretta con la Chiesa.
Dal suo arrivo a Cochabamba nel 1985, il suo cammino missionario l'ha portata nei Yungas della Bolivia, a Caranavi (1987-1994). Successivamente, dalle alture di La Paz, nella comunità Emaús, Dio la chiamò ancora una volta a scoprire nuovi volti in Cile nel 1996. In questa occasione, assunse con dedizione la delicata missione della formazione, accompagnando prima le giovani nel postulandato e poi le novizie tra il 1996 e il 2005.
Il suo spirito missionario e generoso la portò in Perù nel 2006, dove accompagnò una comunità a Lima. Più tardi, tra il 2007 e il 2008, servì a Cusco, in una comunità parrocchiale. Fu anche colei che accompagnò l'apertura di una nuova missione, "Laura Leroux", a Tijuana, in Messico, animando la vita della comunità religiosa e servendo come insegnante di religione e nella pastorale.
Nel 2012, il Signore la chiamò nuovamente a servire come maestra delle novizie, missione che svolse con gioia e dedizione fino al 2015. Nel 2016, assunse il difficile servizio di animare e sostenere la comunità Lourdes nella casa provinciale, un compito complesso che includeva la responsabilità dell'infermeria.
Alla fine del suo triennio, fu inviata nel sud del Cile, dove animò la mensa aperta di Suor Ana Pía, offrendo assistenza agli anziani poveri, molti dei quali in riabilitazione dall'alcolismo. Questa missione la portò avanti fino al 2021, quando tornò alla casa provinciale come superiora locale. Nel 2022, assunse l'incarico di Vicaria Provinciale, servendo con diligenza e impegno nell'animazione della provincia, insieme alla Superiora Provinciale e al suo consiglio fino agli ultimi giorni del suo mandato, nonostante la malattia iniziasse a manifestarsi.
Come Vicaria e Superiora della Comunità "Lourdes", Suor Elena Bilibio dell’Eucaristia visse con un dinamismo instancabile, sostenendo iniziative non solo all'interno del suo lavoro nel Consiglio Provinciale, ma anche promuovendo il funzionamento della Casa Provinciale e dell'infermeria. A quest'ultima dedicò un’attenzione costante, anche nelle ore notturne, vegliando sulla cura delle sorelle. Ciò che la distingueva era proprio la sua inesauribile energia, che non diminuì neanche con la malattia, perché non si concesse mai riposo.
Era proprio di chi portava in sé il riferimento della sua consacrazione, perché la massima donazione di Cristo per noi fu il dono totale di sé, offrendosi come pane spezzato per tutti. Tuttavia, la volontà di Dio non è la nostra, e la sua malattia ci ha posto davanti a un duro apprendimento. Lei stessa ha sofferto sulla propria pelle l'avanzare implacabile del suo male.
Come ogni essere umano, sognavamo qualcosa di migliore, e per questo ci aggrappavamo ogni giorno a una speranza che sorgeva tra luci e ombre. Hai lottato, come sempre, per noi, affinché mantenessimo l'illusione di rivederti nella comunità. Pian piano, ti sei unita alla croce che il Signore ti offriva ogni giorno. Ci eravamo così abituate a gioire per ogni piccolo miglioramento e a rimanere in silenzio per ogni possibile regressione. La preghiera per il miracolo della tua salute era diventata parte di noi; in ogni Eucaristia, il tuo nome e il nostro desiderio del tuo ritorno erano presenti nei nostri cuori.
E qui sei, cara sorella. Sei rimasta in ognuna delle nostre vite, nelle religiose che hai formato, nelle comunità in cui sei stata e nelle missioni a cui ti sei donata. Ma soprattutto, rimani in questa missione della Casa Provinciale, nella Comunità “Lourdes” e nell’infermeria.
Ora tocca a noi relazionarci con te in un modo diverso: nella preghiera di ogni giorno e nella comunione eucaristica, come quella che inizieremo in questo momento per dire all’Amato: grazie, grazie per la tua vita donata fino alla fine.