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Bulgaria: Una Chiesa che visita
La benedizione delle famiglie a Gitnitza
Dopo la solennità dell’Epifania del Signore, quando l’acqua è stata benedetta come segno vivo del nostro Battesimo, anche quest’anno la comunità di Gitnitza in Bulgaria ha vissuto uno dei momenti più attesi e sentiti: la benedizione delle case della Parrocchia.
Durante la celebrazione, il nostro parroco don Boris Stoykov ha benedetto l’acqua, richiamando il mistero della rivelazione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio che si manifesta al mondo. Nell’Epifania, Dio si lascia riconoscere dai Magi, uomini in cammino guidati dalla luce della stella; nel Battesimo al Giordano, il Padre rivela il Figlio amato e lo Spirito scende su di Lui. È lo stesso mistero che continua a parlare anche oggi alla nostra vita.
Da qui nasce la benedizione delle famiglie. L’acqua benedetta, segno del nostro Battesimo, entra nelle case come annuncio di una presenza che non resta lontana, ma si fa vicina, concreta, quotidiana. Come Gesù entra nella storia degli uomini, così oggi entra nelle abitazioni della nostra Parrocchia, nelle gioie e nelle fatiche di ogni famiglia.
Le case da visitare sono circa 370. A Gitnitza questo momento è vissuto con grande attenzione e sensibilità. Le famiglie attendono l’arrivo del sacerdote e di noi suore con rispetto e gioia. Le case sono ordinate, le tavole preparate, le porte aperte. È quasi una festa, semplice e sincera, che parla di accoglienza e di desiderio di incontro.
Accanto all’acqua benedetta, il bacio del Crocifisso è uno dei gesti più intensi. Sono segni semplici, ma profondi. L’acqua richiama la nostra rinascita in Cristo; il Crocifisso manifesta l’amore donato fino alla fine. In quel bacio silenzioso le famiglie affidano al Signore la loro vita, le loro speranze, le loro fatiche.
A noi suore è affidato il compito di portare il Crocifisso. È quasi un segno distintivo della nostra presenza. Esprime la nostra spiritualità francescana, che nasce dal Cuore di Cristo Crocifisso: un amore umile, povero, misericordioso. Portare il Crocifisso nelle case significa portare consolazione, ascolto, vicinanza.
Durante le due settimane di visita alle famiglie raccogliamo tante espressioni ed emozioni. Ogni casa ci lascia qualcosa nel cuore. In modo particolare, i malati e gli anziani sono i privilegiati della nostra missione. In loro riconosciamo il volto sofferente di Cristo. A loro doniamo tempo, presenza, una parola buona e una preghiera condivisa.
E poi ci sono i bambini, spesso i più spontanei e sorprendenti. Ci aspettano con entusiasmo, preparandoci piccoli doni: canti, recite, disegni colorati. Attraverso la loro semplicità, il Vangelo si fa luce e gioia.
L’inverno a Gitnitza è rigido. Le temperature scendono sotto lo zero e il freddo accompagna i nostri passi da una casa all’altra. Ma appena entriamo, tutto cambia. Le case sono calde, come il cuore della gente. Subito ci viene offerto qualcosa di caldo da bere e qualcosa di buono da mangiare. Intorno alla tavola non esistono più distanze: diventiamo famiglia, perché qui il Vangelo e la famiglia si intrecciano, diventando vita quotidiana, condivisione e pace.
In questo cammino accompagniamo don Boris insieme ai collaboratori e ai chierichetti. È una Chiesa che cammina unita, che entra nelle case portando un messaggio semplice ma forte: Dio è presente, Dio visita, Dio non dimentica nessuno.
L’Epifania del Signore non si conclude nella celebrazione liturgica. Continua nelle strade, nelle case, nei cuori. È il Signore che passa ancora e chiede di essere accolto. E Gitnitza, con fede semplice e profonda, apre le sue porte.
Così la benedizione delle famiglie diventa annuncio vivo del Vangelo. È una missione fatta di passi umili, di porte aperte, di incontri veri. Continuiamo questo cammino con fiducia, certi che ogni casa visitata, ogni gesto di accoglienza e ogni preghiera condivisa sono semi di speranza. Il Signore cammina con noi, Suore francescane missionarie del Sacro Cuore e ci manda, ancora oggi, a portare la sua pace nelle famiglie e nel cuore della gente.
Sr. Krasimira Govedarska
