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“FRATE DEO GRATIAS” in visita alla nostra scuola
Il 15 maggio abbiamo ricevuto un illustre pellegrino che ormai tutti i bambini conoscono e hanno imparato ad amare: San Felice da Cantalice, il patrono della nostra Parrocchia che da qualche anno, in preparazione alla sua festa, ha ripreso il pellegrinaggio per le vie del quartiere facendo sosta nelle cappelle delle Comunità religiose, come un tempo per le vie di Roma dove, per tutta la vita ha raccolto pane per i confratelli e per i poveri. Ha chiesto con la mano tesa, l’elemosina ai ricchi per aiutare i poveri e i malati, ha donato pace e serenità a chi lo avvicinava. Si racconta che veniva chiamato “Il fornaio di Roma” tanto che arrivò fino al Vaticano e offrì il suo pane anche al Papa.
E’ lo stesso nostro parroco, P. Mario Fucà Cappuccino, ad accompagnare la statua del Santo che viene ricevuto in chiesa da tutti i bambini della Primaria che applaudono e cantano “Laudato sii”
Quest’anno, ottavo centenario della morte di San Francesco, l’attenzione è stata posta sul singolare amore che i due Santi avevano per Gesù e sull’amore alla povertà e ai poveri. San Felice condivideva i disagi della povertà, si commuoveva alla vista del Bambino Gesù che amava teneramente tanto che un giorno la Madonna gli concesso di tenerlo tra le sue braccia. Era felice di nome e di fatto: sempre sorridente, salutava tutti con il saluto “Deo Gratias” ringraziando anche quando veniva rifiutato o i bambini, che chiamava angioletti, si prendevano gioco di lui. Lui rispondeva insegnando loro filastrocche, inventava favole, preghiere, cantava, ballava e parlava di Gesù.
Quest’anno i bambini hanno imparato una delle preghiere da lui composte:
“ O dolce amore Gesù, sopra ogni amore,
scrivimi nel cuore quanto mi amasti!
Gesù, tu mi creasti perché io ti dovessi amare! ”
Accanto a San Felice c’era anche un poster di San Francesco con la preghiera:
“Rapisca, ti prego Signore, l’ardente e dolce forza del tuo amore,
la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amor dell’amor tuo, come tu moristi per amor dell’amor mio!”
Due Santi infiammati dall’amore di Dio che mettono nel nostro cuore un seme di vita eterna.
La comunità di Centocelle
