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ITALIA : Camposcuola ragazzi delle classi superiori collaborazione pastorale eraclea

ITALIA : Camposcuola ragazzi delle classi superiori collaborazione pastorale eraclea

 Dal 31 Agosto al 4 settembre 2026 ad Auronzo di Cadore, Don Giacomo Vice Parroco della collaborazione, 4 animatori ed io abbiamo vissuto con 29 ragazzi e ragazze il camposcuola con la tematica del tempo.
I ragazzi sono stati aiutati nelle diverse giornate a riflettere sul valore del tempo, a vivere bene il tempo, il loro tempo.
Il tempo è una dimensione che caratterizza l’esistenza: nel tempo nasco, il tempo mi cambia, il tempo è l’occasione per realizzare i miei sogni, per giocarmi, per costruire relazioni …insomma, il tempo è un grande dono, un’opportunità.
È nel tempo che Dio costruisce la sua storia con me, lui che è “senza tempo” (eterno) ha deciso di entrare nel nostro tempo: Gesù infatti nasce in un determinato tempo e luogo per cambiare, arricchire, elevare a potenza il tempo, cioè la vita, di ciascuno di noi, illuminando il nostro passato, abitando il nostro presente, garantendo che ci accompagnerà in futuro.
Le giornate sono state caratterizzate da momenti formativi, lavoro personale, lavoro insieme….
Particolarmente bella l’uscita al rifugio Son Forca…li i giovani si sono confrontanti con il loro rapporto con gli altri, per trasformare la fretta in calma per avere l’opportunità di aiutare un amico/a, di dialogare nel percorso.
Possiamo dire che la fretta, particolarmente nelle relazioni, è una tentazione ma allo stesso tempo una realtà con cui avremo sempre a che fare. Nella vita non mancheranno gli imprevisti, le situazioni improvvise, le opportunità da cogliere al volo, le occasioni che passano una sola volta; non mancheranno nemmeno le scadenze entro le quali dover dare risposte o nelle quali si è chiamati a fare qualcosa di piacevole o di impegnativo. Non sempre c’è la tranquillità per pensare e soprattutto per decidere quale potrebbe o dovrebbe essere la cosa migliore da fare.
Bisognerebbe fare con calma, pensare che la nostra vita è collegata a quella degli altri e che sono loro a renderla unica e vera attraverso le relazioni intessute nella nostra quotidianità…
La mattinata seguente ci aspettava per vivere il tempo del deserto, tempo per me con…Dio…nella riflessione guidata da Don Giacomo la domanda è stata: Che cos’è il deserto? Fare deserto significa fare silenzio e farlo non solo tacendo, ma anche cercando di non pensare a tutte le nostre paure, preoccupazioni e ai nostri desideri. Con il deserto arriva il momento di porci in ascolto del Signore. Per ricevere la grazia di Dio è necessario passare attraverso il deserto e dimorarvi: solo là ci si svuota, si allontana da noi tutto ciò che non è Dio e si rimette ordine in quella piccola casa, che è la nostra anima, per ospitare il Signore. Nel pomeriggio il tempo per riconciliarsi con Dio…per questo ci è stata di aiuto Santa Madre Teresa di Calcutta….
“È difficile pregare se non si sa come farlo! Ma è necessario che ci aiutiamo con la preghiera... La cosa più importante è il silenzio! L’essenziale non è quello che diciamo noi, ma quello che ci dice Dio e che Egli dice agli altri per mezzo nostro... Gesù ci aspetta sempre in silenzio! Ci ascolta nel silenzio: nel silenzio parla alle anime nostre. Nel silenzio ci è dato di poter ascoltare la Sua voce. Il silenzio interiore è molto difficile, ma dobbiamo sforzarci per poter pregare. In questo silenzio scopriremo una nuova energia e una vera unione. L’unione dei nostri pensieri coi Suoi, l’unione delle nostre preghiere con le Sue, l’unione dei nostri atti coi Suoi, della nostra vita con la Sua... Tutte le nostre parole saranno inutili, se non vengono dal profondo del cuore. Le parole che non diffondono la luce di Cristo aumentano l’oscurità!”
L’ultimo giorno oltre ad avere del tempo dedicato al ….prepariamo a partire la riflessione conclusiva è stata “Dare il giusto valore al tuo tempo”….a volte la fretta ci porta a vivere relazioni frettolose, nelle quali il giudizio ha l’ultima parola…di chi mi posso realmente fidare?....
Prima di partire la foto di rito dalla casa che ci ha ospitato, la casa alpina Domenico Savio dei Salesiani…

E l’augurio ad ogni partecipante:

Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle e per crescere, maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo, per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo, anche per perdonare.
Ti auguro tempo, tempo per la vita.

(Poesia indiana)