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Roma: Luisa inizia il suo noviziato nel giorno di San Francesco,
“Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5)
Questa frase del Vangelo di Giovanni che è stato scelto per il rito di ammissione al noviziato, dalle sorelle che lo hanno preparato con affetto, è arrivata dritta al mio cuore, poiché riassume benissimo il motivo per cui sono arrivata fino a qui. Senza Dio non posso far nulla, senza Dio la mia vita non è completa, è Lui che dà senso a tutto. Questo è stato lo spirito che mi ha accompagnata durante tutta questa giornata.
Domenica 04/10/2026, giorno in cui si festeggia San Francesco e in quest’anno a lui dedicato a 800 anni dal transito, io Luisa Romani ho ricevuto un regalo enorme, l’onore di poter celebrare il rito di ingresso al noviziato all’interno della famiglia delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore secondo il disegno di Dio.
Il rito è cominciato alle 17:00 e ad esso hanno partecipato: sr Tiziana Tonini Superiora Provinciale e le sorelle del Consiglio, le suore della comunità Maria Immacolata di Centocelle (dove si svolgerà il noviziato), una rappresentanza delle suore della comunità Mater Amabilis di Lido dei Pini (comunità che mi ha accolta durante il periodo del pre-noviziato) e la mia famiglia; non è mancata, inoltre, la presenza di tutte le suore e le persone che non hanno potuto essere presenti fisicamente ma che mi hanno accompagnato con la preghiera.
Il rito, semplice ma molto bello, si è svolto in uno dei saloni della comunità, dove era stato allestito uno spazio con al centro un grande Crocifisso di San Damiano affiancato, da un lato, da una statua rappresentante San Francesco e dall’altro da una sua reliquia (un elemento piccolo ma molto significativo e importante per me) ai lati della quale erano state posizionate due candele, e poco più avanti un leggio da dove è stata proclamata la Parola scelta e preparata apposta per l’occasione.
I canti scelti con cura dalle sorelle che hanno preparato il rito, non avrebbero potuto essere più belli. Il canto è la forma di preghiera più vicina al mio essere, la modalità di preghiera che più facilmente tocca il mio cuore. Infatti, appena è iniziato il canto iniziale, tutta la gioia che stavo provando e che cercavo di trattenere, è uscita fuori manifestandosi con poche lacrime che sono bastate per pulire e liberare il mio sguardo; infatti, dopo pochi istanti ho ricevuto la grazia di provare una pace interiore bellissima che mi ha permesso di vivere a pieno il momento. Quale momento? Il momento in cui ho chiesto pubblicamente di iniziare ad imparare come vivere secondo il carisma di questa famiglia, seguito dall’ascolto della Parola proclamata, dai canti e poi dalla consegna dell’abito.
Le bellissime parole ricevute in dono da sr Tiziana Tonini Superiora Provinciale e successivamente la delicatezza e la cura con cui la formatrice sr Evangeline mi ha aiutata a indossare l’abito nuovo, mi hanno aiutata a vivere con una felicità, che va ben oltre qualsiasi felicità di provenienza umana, il mio ingresso nella sala in cui stavamo celebrando il piccolo rito d’accoglienza.
Camminare con il nuovo abito, con maggiore consapevolezza della decisione presa, camminare tra l’affetto, la gioia e le preghiere delle persone presenti verso l’adorato Crocifisso, affiancato dalla sorprendente presenza della reliquia di San Francesco e dal leggio per la Parola, ha fatto scaturire in me una gioia indescrivibile a parole e che si è manifestata nel cuore con una continua lode all’Altissimo (che spero mi accompagni per tutto il tempo di questo nuovo percorso e anche oltre) e con il desiderio di imparare ad andare oltre il “mio io”, e la mia “zona sicura”, per andare verso l’altro allo stesso modo e con lo stesso amore con cui San Francesco “…compiendo un grande sforzo, vinse la sua avversione, smontò da cavallo e, nel dare una moneta al lebbroso, gli baciò la mano. Il lebbroso gli diede quindi il bacio della pace, dopodiché Francesco risalì a cavallo e proseguì il cammino…” (Legenda dei tre compagni n.11).
A seguire, insieme a sr Mercy e a sr Evangeline (tutte e tre insieme formiamo la nuova piccola comunità di formazione) abbiamo preso le candele e la reliquia di San Francesco per spostarci in processione in chiesa, insieme a tutte le persone presenti, dove abbiamo proseguito il rito con la celebrazione dei vespri e la venerazione della reliquia.
Scrivere in poche righe quello che ho provato questo pomeriggio è pressocché impossibile ma c’è il ritornello di un canto che è stato usato in questa occasione che riassume molto bene come ho vissuto questo momento molto prezioso: “questa vita io voglio donarla a Te, per dar gloria al tuo nome mio Re. Come tu mi vuoi, io sarò, dove tu mi vuoi, io andrò. Se mi guida il tuo amore paura non ho, per sempre io sarò, come tu mi vuoi.”
La giornata si è poi conclusa in un’altra sala con la condivisione del rinfresco, vissuto tra dialogo, sorrisi, affetto e gioia.
Desidero ringraziare Dio che nella Sua infinita misericordia ha condotto la mia vita fino a questa nuova famiglia, rispettando i miei tempi e i miei dubbi, accompagnandomi con pazienza e amore fino a oggi. Ringrazio la mia famiglia di origine che è stata sempre presente nei momenti importanti della mia vita e in particolare della mia vocazione. Ringrazio tutta la famiglia delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore che fin dal primo giorno mi ha accolta e accompagnata con affetto e ringrazio tutte le sorelle che sono state presenti fisicamente e quelle che sono state presenti con le preziosissime preghiere; preghiere che mi hanno permesso di arrivare fino qui a vivere questo momento e questa giornata e che mi saranno d’aiuto durante questo cammino. Cammino che spero di proseguire ripetendo, come mi insegna il Padre Nostro: Sia fatta la Tua volontà.
