Mese Missionario nel mondo FMSC
FRANCIA - 101 anni di vita, un solo amore: Cristo
Testimonianza di Suor Filiberta Biagioni
Ho sempre vissuto con gioia il dono della mia consacrazione, durante tutta la mia vita. Ho cercato di mettere Cristo al centro della mia vita e del mio impegno missionario, seguendolo ovunque Egli mi abbia chiamata e inviata.
La scelta di mettermi sotto la protezione di «Gesù Crocifisso» esprime profondamente lo spirito con il quale ho desiderato seguire Cristo: nell’amore, nel dono di me stessa, nella fiducia e nell’abbandono alla volontà di Dio.
Nella mia vita quotidiana, mi sono sforzata di vivere in uno spirito di comunione con le mie consorelle e con tutte le persone con le quali ho collaborato nel corso della mia missione. Nell’obbedienza alle mie superiore, ho trovato la gioia e la serenità necessarie per compiere fedelmente la missione che mi era stata affidata. Ho vissuto l’obbedienza con gioia, convinta che, nel discernimento e attraverso gli orientamenti delle mie superiore, Dio mi manifestasse la sua volontà e mi guidasse nel compimento della mia missione.
Ho sempre cercato di essere attenta agli altri, di rendere servizio con gioia e di compiere ciò che mi veniva chiesto. Quando ero una giovane postulante, in circostanze particolari, mi sono ammalata gravemente ai polmoni. Ho avuto allora la gioia e il conforto di sentirmi circondata dalle preghiere e dall’assistenza delle consorelle della mia comunità. Questo sostegno mi ha dato un grande incoraggiamento e mi ha aiutata ad attraversare questa prova.
Oggi, mentre mi avvicino ai miei 101 anni, desidero testimoniare la ricchezza di questo accompagnamento fraterno e la forza della preghiera.
Ora le mie forze diminuiscono ed è diventato per me più difficile rendere dei servizi. L’età avanzata, i dolori e la difficoltà di non essere più totalmente autonoma sono talvolta una sofferenza. Ma li offro al Signore, affinché Egli sostenga e fortifichi le consorelle che si dedicano alle missioni e all’annuncio della Buona Novella. Ormai, la mia giornata è diventata una preghiera continua, un’offerta silenziosa al Signore per tutte le consorelle che attualmente proseguono la loro missione al servizio degli altri e per la pace nel mondo.
Nella preghiera ho sempre trovato forza e coraggio. Ho vissuto e sperimentato quanto il Signore è grande, Gli parlo come si parla a un amico, ho sentito e sento che Egli mi è così vicino che preveniva e previene i miei desideri e i miei bisogni. Quando al mattino faccio fatica a vestirmi, Gli dico: «Vieni Tu ad aiutarmi, aiutami a “ritrovare le dita delle mie mani” per mettere l’abito e scendere in comunità».
Alle giovani consorelle direi: «La cosa più importante è seguire Cristo e avere pienamente fiducia in Lui. Egli è la fonte di ogni bene e della gioia missionaria. È Lui che ci guida sulla buona strada, anche quando ci capita di cadere o di smarrirci. Se avete ricevuto la chiamata del Signore e Gli avete risposto “sì”, allora andate avanti con fiducia, nell’abbandono alla Sua volontà e nella gioia, accogliendo con fede tutto ciò che Egli vi permetterà di vivere sul vostro cammino vocazionale».
Non trascurate mai la preghiera, sia essa personale o comunitaria. Prendetevi cura, con amore, di questi tempi preziosi di intimità con Dio, fatti di silenzio, di meditazione e di contemplazione, dove si vive il «cuore a cuore» con Lui.
Custodite con fedeltà la preghiera comunitaria, luogo privilegiato di condivisione delle gioie e delle pene, dove si rafforzano i legami fraterni e cresce la comunione tra voi.
Fate dell’Eucaristia il cuore e il culmine di tutta la vostra vita religiosa, la fonte che nutre la vostra fede, ravviva la vostra speranza e ispira ciascuno dei vostri impegni.
IN OGNI MOMENTO RENDETE GRAZIE AL SIGNORE. EGLI COMPIE MERAVIGLIE!
