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    Il cammino formativo nell’imparare la storia delle Chiese antiche di Roma

    Questo anno scolastico 2024-2025, è stato una gioia e una grande opportunità per noi juniores,Sr Berinice Wirsiy, Sr Odianne Lisasi, Sr Rina Pepkolaj, Sr Roxana Pusaclla, e Sr Sunitha Pulagam di conoscere alcune Chiese storiche di Roma e desideriamo condividere la nostra esperienza nel partecipare a questi incontri dal tema: “Imparare la storia attraverso le Chiese nei diversi secoli”. 

    In questi 6 incontri abbiamo visitato: La chiesa di San Lorenzo, la Basilica di san Giovanni, la Basilica di san Prassede, la Basilica di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di San Agnese e il Santuario del Divino Amore. Noi Juniores in formazione che frequentiamo il corso di “Spiritualità Francescana” alla Pontificia Università “Antonianum”, partecipiamo anche agli incontri che l’università offre, oltre agli studi accademici, favorendo la nostra crescita spirituale ed umana attraverso la conoscenza delle varie Chiese antiche e camminando insieme nei diversi luoghi storici, non solo con i professori ma anche con gli altri studenti, creando relazioni di fraternità e di amicizia. Questo cammino – pellegrinaggio ci ha aiutato ad approfondire di più la fede cristiana trasmessa dai primi martiri come san Lorenzo diacono, che ci insegna a essere generose nella carità e nell’amore verso ai poveri, un modello di vita che ha vissuto le virtù attraverso il servizio. Anche la vita di Santa Prassede è una vita esemplare. Lei è una santa romana del II secolo, sorella di santa Pudenzia. Nella sua umanità santa era accogliente e faceva sempre la carità. Questi gesti ci invitano a fare attenzione agli altri nella nostra quotidianità e ci mostrano un esempio da seguire per poter accogliere tutti quelli che vengono da noi e condividere con loro ciò che abbiamo. Il suo martirio ci fa ricordare la sua testimonianza di fede e l’importanza della verità nella giustizia e nella libertà. In questa chiesa dedicata a Santa Prassede si trova la colonna della flagellazione di Gesù. 

    Un’altra bella figura è quella di Sant’ Agnese. Era una ragazza nei primi secoli della cristianità, martirizzata a causa della preservazione della sua verginità. Il suo esempio invita ognuna di noi a vivere la nostra consacrazione in pienezza, custodendo il nostro corpo come tempio dello Spirito Santo.

    Nella basilica di santa Maria Maggiore, che è una delle quattro Basiliche papali a Roma, abbiamo visto tante reliquie. Quella che ci ha colpito di più è la sacra culla di Gesù bambino, che spesso viene associata alla natività e porta con sé un profondo significato umano e spirituale.

    La culla rappresenta l’inizio della vita di Gesù: un momento di grande significato per i cristiani perché segna l’incarnazione di Dio. Questo ci ricorda l’importanza della vita, della famiglia e delle relazioni. La nascita di Gesù in una culla modesta, in un contesto umile ci invita a riflettere sull’importanza della semplicità e della modestia nella nostra vita quotidiana e nelle nostre aspirazioni. Le reliquie di Gesù bambino offrono una opportunità per riflettere sui valori fondamentali come umiltà, amore, accoglienza e una profonda spiritualità, invitandoci a vivere una vita più consapevole e significativa. 

    Le figure di cui abbiamo scritto sono i primi testimoni fedeli che hanno vissuto con coraggio la loro fede cristiana e ci hanno dato esempi concreti come noi dobbiamo vivere oggi la fede come cristiane consacrate e siamo invitate a vivere in pienezza la nostra appartenenza a Cristo.

    E dopo questo abbiamo visitato la basilica di san Giovanni in Laterano. Questa Basilica è la Cattedrale di Roma, è la Chiesa madre della Diocesi di Roma; è una delle quattro basiliche papali maggiori e anche la più antica. È la sede del vescovo di Roma, il Papa. In questo luogo abbiamo visitato il Battistero. Questa visita ha avuto per noi un significato spirituale e storico perché è un luogo che testimonia le origini del cristianesimo. È importante perché attraverso la sua storia abbiamo visto la nascita di questo simbolo attraverso cui noi entriamo a far parte della comunità cristiana: il sacramento del battesimo.

    L’ultimo pellegrinaggio è stato il luogo della devozione romana il “Santuario del Divino Amore”. Camminare insieme è stato bello e, ci è piaciuto molto sentire e ascoltare che la Chiesa è stata costruita seguendo il modello semplice dei francescani e come segno di amore e devozione alla Madonna (Vergine Maria). Sentendo questo, siamo state contente di essere parte della famiglia francescana. Per noi, consacrate e francescane, questo pellegrinaggio ci ha aiutato tanto e ci ha richiamato a costruire una forte relazione con Gesù e Maria. Maria è la nostra speranza; è una compagna per la nostra vita spirituale ed umana.

    La visita di gruppo al Santuario del Divino Amore è stata una esperienza spirituale ed umana molto profonda, in cui la fede, la solidarietà, la condivisione e la gioia nel vivere insieme questi momenti formativi ci hanno aiutato a creare un legame speciale non solo come compagni di scuola ma come fratelli e sorelle della stessa famiglia. 

    Umanamente, è stato per noi un momento per entrare in comunione e relazionarsi con gli altri camminando insieme come pellegrini imparando la storia di ogni Chiesa che abbiamo visitato.

    Questi incontri ci hanno aiutato a intraprendere il nostro cammino spirituale e a continuare a trovare la pace interiore e la capacità di affrontare le sfide del mondo senza paura guardando l’esempio dei primi cristiani martiri. È stato anche un momento di conforto e occasione di donare ad altri un sostegno spirituale attraverso la nostra preghiera. E noi giovani in formazione, grazie anche a queste esperienze abbiamo imparato a vivere e ad essere in sintonia con tutti i pellegrini, in questo anno di “giubileo di speranza” in cui siamo chiamate a non perdere la speranza, ma ad affrontare con fede viva i momenti difficili e a portare la fiamma dell’amore ovunque saremo.

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    Juniores dello juniorato internazionale  
    Francescane Missionarie del Sacro Cuore 


    Per Cipro, il 25 marzo ha un duplice significato profondo: come festa religiosa e nazionale greca e come simbolo della propria lotta per la libertà. L'insurrezione del 1821 ispirò il popolo cipriota, che per secoli subì dominazioni straniere. Anche se Cipro non partecipò direttamente alla rivoluzione greca, molti ciprioti si unirono alla causa, combattendo e sacrificando le loro vite per la libertà della Grecia dal dominio ottomano, dopo quasi quattro secoli di oppressione.

    Questa ricorrenza è la linea guida per gli alunni della nostra scuola. Attraverso lo studio della storia e della religione, essi apprendono che fede e libertà sono valori inseparabili, che hanno plasmato l’identità del popolo. L’Annunciazione che segna l’inizio della redenzione dell’umanità e la rivoluzione del 1821 diventano per loro punti di riferimento, ispirandoli a crescere con amore per la patria, rispetto per le proprie radici e fiducia nella provvidenza divina.

    Le due terze classi della scuola elementare greca, guidati dalle loro insegnanti, hanno rievocato questi momenti storici e spirituali davanti a un vasto pubblico di genitori e compagni. Il palco si è trasformato in un vero scenario di storia e fede, dove i bambini hanno saputo recitare, cantare e raccontare con emozione i 400 anni di oppressione. Una delle scene più toccanti è stata quella della “scuola nascosta”, che ha reso omaggio a tutti quei sacerdoti che, con coraggio e sacrificio, hanno mantenuto viva l’identità culturale e spirituale del popolo. Sono stati custodi della fede, insegnando la Parola di Dio e i valori morali a generazioni di bambini, anche nei periodi più bui della storia.

    Suor Krasimira Govedarska condivide che, durante le ore di religione, ha accompagnato i piccoli a percepire il legame essenziale tra fede e libertà, doni che vanno custoditi con responsabilità. Gli alunni hanno imparato che l’Annunciazione non è solo un evento del passato, ma un messaggio sempre attuale: Dio chiama ognuno di noi a portare luce nel mondo con amore e coraggio. Maria diventa per loro un modello di purezza, forza e umiltà, insegnando che anche nei momenti difficili possiamo affidarci alla volontà di Dio.

    La festa dell’Annunciazione allora è la linfa spirituale che ci unisce come fratelli. In un mondo spesso diviso, l’Evanghelismos di Maria ci ricorda che, al di là delle differenze teologiche e liturgiche, condividiamo lo stesso amore per la Madonna e lo stesso mistero della salvezza. Questo giorno ci invita a guardare oltre ciò che ci separa e a riscoprire ciò che ci unisce: la fede in Dio, la speranza nella Sua promessa e la missione di portare nel mondo il messaggio di pace e libertà che Maria ha accolto con umiltà e coraggio. E gli alunni afferrano al volo tutto questo con la loro purezza e il loro entusiasmo. Comprendono che la Vergine Maria è Madre di tutti, cattolici e ortodossi, e che il suo ‘sì’ ci unisce come fratelli nella fede in Cristo.

    Accompagnati da suor Krasimira Govedarska e suor Norfe Roa, con cuore aperto, i bambini hanno fatto il loro piccolo omaggio a Maria Santissima recandosi alla grotta nel cortile esterno della scuola. Davanti alla Panaghia, immersi in un’atmosfera di devozione e raccoglimento, hanno cantato e pregato insieme alle suore, affidando a Lei i loro pensieri, le loro speranze e il loro amore per la fede e la patria. È stato un momento semplice ma profondo, in cui hanno percepito ancora più intensamente il legame che ci unisce come una grande famiglia, sotto lo sguardo materno della Vergine Maria. Impariamo, allora, da Maria a dire il nostro "fiat", affinché il mondo creda e noi possiamo diventare strumenti di salvezza nelle mani di Dio.

    Il 25 marzo, gli alunni del liceo e della scuola secondaria, accompagnati dai professori responsabili, sono partiti dalla scuola per partecipare alla marcia in onore del coraggio e del sacrificio dei combattenti per la libertà. La nostra scuola si distingue per l’ordine, la disciplina e la cura della divisa, e gli studenti sfilano in modo ordinato per manifestare rispetto e patriottismo.

    Dunque, queste celebrazioni non solo rafforzano l'identità nazionale, ma trasmettono anche alle nuove generazioni i valori di fede, libertà e unità.


     

    L'Acies è una delle cerimonie più significative e belle della Legione di Maria, celebrata ogni anno in prossimità della festa dell'Annunciazione. Il suo scopo è quello di approfondire il legame di ciascun membro con la Beata Vergine Maria e rinnovare la profonda devozione verso la Madre di Dio. Questo rinnovamento si esprime attraverso la consacrazione nello spirito di San Luigi Maria Grignion de Montfort, che sottolinea un impegno totale verso Maria, come espresso nelle sue parole: "Sono tutto tuo, mia Regina e mia Madre, e tutto ciò che ho è tuo." Queste parole racchiudono la profondità della devozione e della dedizione di ogni legionario, facendo dell'Acies un evento centrale nella vita e nella missione della Legione.

    Domenica 23 marzo 2025, i legionari di Cipro si sono riuniti nella Parrocchia “Santa Caterina” a Limassol per celebrare l'Acies con i tre presidii. L'incontro è iniziato con la preghiera del Santo Rosario e, successivamente, con la Santa Eucaristia, momento centrale della cerimonia. Durante la celebrazione eucaristica, ogni legionario ha elevato il proprio cuore a Dio, ringraziando per le benedizioni ricevute e rinnovando le promesse come soldati di Maria, al suo servizio per condurre le anime a Gesù.

    La consacrazione alla Madonna è stata fatta con profonda devozione, esprimendo un impegno personale e significativo sotto la sua guida. Suor Roly Thomas Kaithakulath, guida spirituale dei legionari, ha dato un caloroso benvenuto a tutti i membri e li ha accompagnati nella riflessione sulla grazia che li ha condotti fino a quel momento, onorando l'esempio di coloro che li hanno preceduti. Ha sottolineato l'importanza di seguire l'esempio di Maria e di lasciarsi ispirare dallo Spirito Santo per continuare il cammino, rafforzando il legame tra i legionari e incoraggiandoli a riflettere l'amore e la pace che sono chiamati a portare nel mondo.

    Alla cerimonia hanno partecipato il parroco, padre Lawrence Koblavie ofm, padre Peter Ashton ofm, suor Aurora Castardo, suor Norfe Roa e suor Teresa Yin, giuseppina. La celebrazione si è conclusa con una gioiosa agape fraterna, un momento di condivisione nell'amore e nella fraternità della Legione.

    Possa la nostra Beata Madre continuare a benedire tutti i membri e ispirarli a diffondere il Rosario in ogni famiglia, approfondendo la devozione al Suo Cuore Immacolato e portando a compimento la missione della Legione di Maria.


     

    Il 19 marzo 2025, nella comunità di Casa Madre a Gemona del Friuli - Udine si è celebrata la Solennità di San Giuseppe.

    Questa bellissima festività ci ha viste impegnate con un fervente triduo di preparazione. Durante questi tre giorni, abbiamo dedicato tempo alla riflessione, alla preghiera e alla meditazione, cercando di avvicinarci sempre più al nostro protettore, San Giuseppe. Ogni giornata del triduo è stata caratterizzata da momenti di intensa spiritualità, con letture, canti e preghiere che ci hanno aiutato a prepararci alla Solennità.

    La festività è stata animata dalla celebrazione eucaristica, un momento centrale e solenne che ci ha permesso di rinnovare la nostra fede e il nostro impegno religioso. L'amministrazione dell'olio degli infermi ha aggiunto un ulteriore livello di sacralità alla celebrazione. Il celebrante ha ripetuto la formula del rito su ogni sorella con spirito di fede e devoto raccoglimento, e ogni suora ha potuto vivere questo momento in profonda intimità con il Signore.

    Ci siamo sentite unite a tutte le sorelle della nostra famiglia religiosa e alle sofferenze dell'intera umanità. Questo senso di unità e solidarietà ci ha permesso di sentire la presenza di San Giuseppe in modo ancora più forte e tangibile. Fin dalle origini della nostra congregazione, San Giuseppe è stato considerato nostro particolare protettore e noi, sue devote, desideriamo continuare ad onorarlo con fervore e dedizione.

    San Giuseppe ci sostenga e ci protegga nel nostro cammino quotidiano, guidandoci con la sua saggezza e il suo amore. A conclusione del nostro incontro spirituale, ci siamo ritrovate per un momento conviviale in sala capitolare, felici dell'esperienza vissuta. Questo momento di condivisione ci ha permesso di rafforzare i legami tra di noi e di celebrare insieme la gioia di appartenere a questa meravigliosa famiglia religiosa.


     

    Primo incontro della commissione per la comunicazione

    Il giorno 20 marzo, ci siamo incontrate in collegamento via zoom per il nostro primo incontro con tutte le sorelle referenti per la commissione della COMunicAzione della nostra famiglia religiosa.

    Questo è Il primo incontro virtuale per lavorare insieme sulla comunicazione nella nostra congregazione, sottolineando il lavoro che vorremmo realizzare nel tempo. Oltre a tutte le referenti per ogni provincia sono stati presenti alcune superiore provinciali.

    L’incontro pur essendo virtuale è stato un momento di gioia per vederci tutte e desiderare di impegnarci in un lavoro costruttivo per tutta la Congregazione.

    La riunione è iniziata con un momento di preghiera, seguito con l’introduzione della nostra superiora generale, sr Marta Camerotto che ci ha ricordato l’importanza di elaborare la “tessitura” delle voci comunicative della Congregazione, con uno spirito di comunione secondo il nostro stile carismatico. Nella sua lettera di convocazione per questo incontro, sr Marta ha scritto la parola comunicazione con uno stile diverso: COMunicAzione, un gioco di scrittura? No, è stato voluto per farci intendere l’obbiettivo del nostro lavoro, la nostra dedizione nel camminare nella comunione per mezzo di una azione unica nel suo genere, perché carismatica, e raccontare in ogni tempo, in ogni luogo e con ogni strumento, la bellezza della nostra vocazione e missione. Sr Marta, inoltre, ci ha chiamate ad essere voci comunicative, persone che usano parole (verbalmente o scritte) che manifestino un pensiero, una riflessione, espressioni di vita di fede per annunciare, trasmettere e diffondere la Bella Notizia che ci rende partecipi della costruzione del Regno di Dio.

    In seguito, sr Francesca Fiorin e sr Maggaly Warthon ci hanno presentato alcune novità del nostro Sito www.francescane.org, insieme a idee e tematiche da continuare a lavorare insieme perché il nostro sito sia uno spazio informativo e formativo efficace per noi oggi.

    Le due più grandi novità oltre all’aggiornamento di grafica e sfondo del nostro sito, sono la creazione di una sezione dedita alla divulgazione della figura del nostro Fondatore, Padre Gregorio, idea proposta da sr Diomira Cavasin che ci ha ricordato durante l’incontro quanto sia importante far conoscere il nostro fondatore. La novità di questa sezione è accogliere e raccogliere le preghiere di tutte le persone che entreranno nel nostro sito per chiedere l’intercessione di Padre Gregorio, a noi l’impegno di pregare per tutte le persone che lo chiederanno. La seconda novità è una sezione che ricorda le nostre sorelle defunte; un modo per mantenere vivo il nostro ringraziamento per la loro vita e anche per conoscerle e ricordarle.

    Alla fine dell’incontro abbiamo avuto la possibilità di condividere il nostro cammino di comunicazione nelle varie realtà, le sfide e difficoltà ma soprattutto è rimasto l’entusiasmo nel voler intraprendere un cammino di comunione per esprimere la bellezza del nostro essere donne consacrate FMSC, oggi nel 2025, in un tempo culturale e sociale, che ci sfida ad essere donne significative e profetiche.



    Lunedì, 09 Dicembre 2024 16:00

    Prima Professione religiosa di Sr. Mercy

    Sabato, 26 Ottobre 2024 17:40

    La nostra missione negli STATI UNITI

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