Il mese di maggio, in molti angoli della terra, è il mese dedicato alla Santissima Vergine Maria, la Madre del Dio incarnato e modello di Madre. Per questo il mondo celebra anche le mamme, donne che hanno accolto la vita che Dio ha permesso che si generasse in loro.
Ovunque, si cerca il modo di rendere loro omaggio, di far risaltare la loro importanza, la preziosità del loro essere, essenziale per la gestazione della vita umana. Nei paesi latinoamericani, si festeggiano le mamme con celebrazioni Eucaristiche, canti, balli, regali, abbracci, fiori, con diversi segni d’amore e gratitudine a chi è capace di dare la vita per i figli; certamente, in tempi di pandemia come quelli attuali, tutto è cambiato.
Alcuni dei valori ai quali formiamo i bambini con la nostra azione evangelizzatrice, sono la gratitudine, il rispetto, l'amore per le mamme, gli anziani, che hanno dato tutto per costruire una famiglia migliore. Ne è una dimostrazione la celebrazione della giornata della Mamme con gli anziani della "Pastorale della salute" e dei "bambini dell'Infanzia Missionaria" della comunità Santa Elisabetta di Ungheria Cusco - Perù. Dal punto di vista umano, o ancor più cristiano, questa attività è molto significativa per i latinoamericani.
I bambini dell'Infanzia Missionaria, attraverso i loro incontri, sia di presenza, i sabati pomeriggio, sia virtuali, l'ultima domenica di ogni mese al mattino, dimostrano grande entusiasmo e responsabilità nelle loro attività. Il loro impegno è ammirevole, fonte di motivazione e dedizione.
D'altra parte, è molto triste la situazione di solitudine e abbandono in cui si trovano gli anziani, soprattutto in questo tempo di pandemia dove sperimentano con più forza l'abbandono, la malattia e la solitudine della vecchiaia.
In questa realtà, la Parola di Dio, sempre viva ed efficace, aiuta molto: “Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi; onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore" (Lv. 19, 32), o ancora "Indirizza i giovani sulla via da seguire; neppure da vecchio se ne allontanerà" (Pr. 22, 6).
Il coprifuoco imposto tutte le domeniche in Cusco, a causa della pandemia, non ha permesso che la celebrazione della festa della mamma si svolgesse come programmata, tale ricorrenza è stata anticipata per il sabato 8 maggio. In questa occasione, si è data la possibilità ai bambini dell'Infanzia Missionaria di conoscere gli anziani della pastorale sanitaria, tenuta dalle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore e di condividere qualcosa con loro
Il luogo più adatto per l'accoglienza e la celebrazione è sempre la casa di Dio, la Parrocchia Nostra Signora del Carmen, che nella sua organizzazione dispone di animatori per i gruppi degli anziani e dei bambini, molto vivaci nella conduzione dei gruppi.
Le parole e gli insegnamenti devono sempre essere accompagnati dalle opere, la coerenza in ciò che si dice e si fa, è il cammino di formazione, in questa situazione per i bambini. Il gesto concreto di condivisione è molto significativo nei popoli latinoamericani: gli anziani hanno ricevuto un sacchetto di cibo, un bicchiere di gelatina con frutta, un fiore e un palloncino a forma di cuore: gesti che caricano di emozione le 45 nonne che sono venute all'incontro.
La presenza di due generazioni, la fragilità dell'anziano e la gioia dei bambini, si sono fusi in un affettuoso abbraccio, mentre i piccoli consegnavano i loro doni. In un semplice gesto si è creata l'unione di due generazioni: da una parte, l'esistenza che si avvicina alla meta, quando la vita sta ormai fuggendo, quando si indeboliscono le forze e "si scorge vicino" l'abbraccio con il Padre eterno; e dall'altra, la montagna di sogni dormienti in cuori innocenti che cominciano a valorizzare e a scoprire il senso della vita.
È una bella opportunità far esperimentare ai bambini la realtà di alcuni nonni che soffrono la solitudine e l'abbandono da parte delle loro famiglie e della società, e far vedere come un semplice gesto, li riempie di gioia e di emozione. Ecco la differenza tra la celebrazione che fa la società consumistica e quella che è animata dall'amore per Dio: dare tutto quello che si ha, anche allo "sconosciuto", il quale non appartiene al cerchio familiare!
I bambini hanno goduto di questo incontro e valorizzato la grandezza delle buone opere, di fare il bene e di come ciò arricchisce il cuore di colui che si dà, perché tutto quello che si fa all'altro, si fa a Gesù; infatti, come Lui stesso ha detto, Egli è presente in ogni essere umano, specialmente nei fratelli più vulnerabili che soffrono e hanno bisogno.
Concludendo, la Parola di Dio, ancora una volta, continua a dare senso di Vita Eterna anche ai piccoli di questo angolo del mondo, e per bocca dell'Apostolo, esorta a "dare con gioia", e a ricevere la beatitudine del Signore, "Venite, benedetti del Padre mio, … perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, …" (cfr. Mt. 25, 34-40)
Ecco, i cuori innocenti dei bambini “cusqueños” che sono buona terra! Il seme sta crescendo e vuole dare frutti, il 30, il 70 e il 100!
Sia la buona testimonianza degli adulti che li circondano e della società a permettere loro di continuare a crescere alla luce della fede!
Sorelle del Cuzco - Perù
Il Covid 19 ha influenzato profondamente la vita di ogni persona e della nostra società. Questa difficile esperienza ha messo in evidenza la nostra concezione della vita e le nostre ricchezze interiori e allo stesso tempo i nostri limiti. Ha rivelato la bontà di tanti uomini e donne che vivono a accanto a noi e che si dedicano alla cura dei malati e confortano quelli che piangono la perdita di un parente.
Il tempo che viviamo è un tempo di grande sofferenza, ma anche un «tempo di grazia». Permette di riorientare la nostra società e la nostra vita personale. La pandemia ci ha ricordato che nessuno può salvarsi da solo ... tutti sentiamo l'urgenza di coltivare la fraternità e la solidarietà, che si manifestano, come dice Papa Francesco, in gesti di generosità... e nell'accettare il fatto che viviamo insieme in una casa comune, legati da vincoli di reciprocità.
È proprio in questo spirito che la comunità cattolica di Tavannes (Svizzera) si è impegnata a recuperare i legami che si erano indeboliti e a rivitalizzare lo slancio evangelico, in modo compatibile con le necessarie restrizioni sanitarie.
I nostri rapporti interpersonali si sono indeboliti per la difficoltà di riunirsi in assemblea domenicale; la mancanza dell'incontro ifraterno, del sostegno reciproco ci hanno toccato in profondità. Ora tutti dobbiamo risvegliarci, scuoterci dal torpore che inconsciamente ha rallentato la nostra vita di cristiani e noi sorelle siamo in prima linea in questo cammino di rivitalizzazione e di rinnovato entusiasmo missionario.
La custodia dei bambini, dopo la quarantena dovuta alla malattia delle suore, continua nella gioia e nell'impegno. I ragazzi del Glee Club non vedevano l'ora di incontrarsi e ora hanno la gioia di stare insieme, anche se non è loro ancora permesso di cantare in gruppo durante le celebrazioni.
Nel rispetto delle norme di sicurezza, anche i membri del gruppo «Vangelo a casa» si sono incontrati regolarmente durante il periodo della pandemia. Come esprimere poi la gioia e la riconoscenza delle persone sole o malate che ora possono ricevere la Comunione o semplicemente avere un tempo di condivisione con la suora?
Dopo un lungo periodo di interruzione, non è semplice riprendere gli incontri di catechesi. Il confinamento, dovuto alla pandemia, ha privato alcuni bambini della celebrazione tanto attesa e preparata di una tappa della loro iniziazione cristiana: Battesimo, Riconciliazione, Comunione e Confermazione. È vero che l'équipe pastorale ha proposto a tutti i bambini delle attività on-line che permettevano di tenersi in contatto tra loro e con la Parrocchia, e quindi di continuare la loro preparazione ai Sacramenti. La catechesi ora riprende ad un nuovo ritmo e l'organizzazione è ben strutturata.
Superato il momento più critico della pandemia, finalmente i bambini, che avrebbero dovuto ricevere i Sacramenti l'anno 2020, possono avere una «celebrazione individuale». La partecipazione di ogni singolo bambino è più profonda e viva perché ciascuno si sente personalmente coinvolto e tutta l'assemblea interessata. Tutto converge all'essenziale, al senso più profondo e ricco del Sacramento. Dalla festa di Gesù Misericordioso, ogni domenica, la comunità si stringe attorno all'uno o all'altro di questi bambini e delle loro famiglie che celebrano il Sacramento.
Si annuncia un'alba nuova, una rinascita umana e spirituale da vivere nella “tenerezza provvidenziale di Dio Padre”.
Le sorelle di Tavannes - Svizzera
Il primo settembre 2020, una domanda a sorpresa mi è stata rivolta da Sara Puluhen, una bambina di 7 anni, che desiderava prepararsi a ricevere il sacramento del Battesimo. Preciso che i suoi genitori sono praticanti, ma ciascuno nella propria religione. Effettivamente la mamma è musulmana ed il babbo cattolico. Pur essendo di diversa religione, aiutano le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore da 10 anni.
Sara è una bambina molto sveglia e molto interessata agli argomenti religiosi. Abbiamo quindi iniziato la preparazione e alla fine del mese di ottobre 2020, durante una celebrazione molto commovente, ha fatto solennemente il suo ingresso nel catecumenato della parrocchia sant'Aldric - Le Mans (Francia).
Nonostante il covid 19, abbiamo realizzato gli incontri con impegno due volte a settimana. Abbiamo avuto tre incontri con il parroco, padre Hervé-Marie Cotten. Tutti i sabati, i genitori erano presenti per accompagnarla, perché sono molto rispettosi della scelta della figlia e tanto coinvolti nella sua formazione. A questo scopo abbiamo avuto una giornata di ritiro con i genitori, madrina, padrino e testimone.
Sempre a causa del covid 19, il Battesimo che era previsto per l'11 aprile 2021è stato posticipato per il 30 maggio, giorno della Solennità della Santissima Trinità. Sara non vedeva l'ora che arrivasse quel giorno. Sabato mattina 29 maggio abbiamo avuto per la prima volta un tempo di preghiera e di adorazione al Santissimo Sacramento. Sara era estasiata davanti al mistero di Gesù nell'Ostia consacrata; in ginocchio lo ha adorato e ha fatto la sua preghiera personale silenziosa e gioiosa.
Finalmente è giunto il giorno tanto desiderato, domenica 30 maggio 2021, in presenza della sua famiglia, dei suoi amici e dell'assemblea parrocchiale, Sara è diventata «la figlia prediletta del Padre, la battezzata preferita di Gesù e il raggio della luce dello Spirito Santo» secondo le sue parole.
Le foto sono la prova di questa tappa importante della vita di Sara e della sua famiglia. Rendo grazie a Dio per avermi donato la gioia di accompagnarla nella conoscenza del Signore e del suo ingresso nella Chiesa.
Suor Marie Armelle Kosta
Provincia «San Luigi IX»
La nostra presenza nella regione di Akkar- Libano non è solo una missione da compiere, ma presenta tante sfide da affrontare nella certezza della presenza viva di Dio fra noi. Infatti le prime sorelle arrivate in questa parte del Libano sono state Sr. Lorenza Girotto e Sr. Beatrice Skorti che hanno contribuito a fondare la fraternità e poi la scuola chiamata San Francesco d'Assisi.
Le suore, grazie alla loro grande fede e alla loro perseveranza hanno saputo superare ostacoli e le grandi sfide incontrate nell'assumere il compito umano ed educativo.
Le suore sono sopravvissute accanto alla gente sofferente nonostante i molteplici ostacoli, la guerra, la povertà e le crisi che si susseguono ancora oggi in questo caro paese. La missione di Akkar si svolge in questa regione multiconfessionale, povera e bisognosa.
Le suore hanno iniziato la loro missione con l'apertura di una piccola scuola, con un ridotto numero di bambini. Poi, poco a poco, con la divina Providenza manifestata tramite gli aiuti esterni, si è potuto costruire un convento e una scuola che attualmente accoglie anche bambini diversamente abili e un ambulatorio.
Per tanto tempo, il villaggio è rimasto senza parroco e le suore avevano assunto la responsabilità dell’accompagnamento della vita spirituale dei fedeli, fino al 2020, quando finalmente arrivò un parroco. Una delle benefattrici che ha visitato il luogo è stata impressionata dal calore umano che emerge attraverso tutte le attività, incontri, feste, conferenze organizzate dalle suore per offrire una formazione umana e cristiana. Ha detto: "A Menjez si sente l'amore e la vita non appena si entra. I responsabili del villaggio si occupano della parte tecnica e voi dell'umanità ma insieme Menjez diventerà modello per il Libano". Le suore credono infatti che con il desiderio di vivere insieme possono manifestare il messaggio dell'amore e della pace!
Dunque, la nostra missione a Menjez è una costante sfida da affrontare, ma è sempre illuminata dalla luce di Cristo risorto che guiderà il futuro ambiguo di questa regione costruita con amore e speranza. Lo Spirito del Signore sosterrà sempre le suore sui passi di San Francesco d'Assisi e le renderà forti nella loro fede come i cedri del Libano.
Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore a Menjez - Libano
“Doniamo la nostra vita per essere donne evangelicamente feconde”
Il Capitolo della Vice Provincia “Santi Martiri dell’Uganda – Africa” è iniziato il 1º maggio e si è concluso il 6 maggio 2021 nella casa Vice Provinciale a Nkoabang - Yaoundé in Camerun. Tutte le sorelle delegate al IX Capitolo Vice Provinciale sono arrivate dal Congo, dal Centro Africa, dalla Repubblica Democratica del Congo e dalle comunità del Camerun a Nkoabang, nella sede della Vice Provincia il 30 aprile 2021. La nostra Superiora Generale suor Paola Dotto accompagnata dalla sua Vicaria suor Tiziana Tonini sono arrivate da Roma-Italia il 24 aprile
Il primo maggio le suore capitolari hanno avuto una giornata di ritiro guidata da un sacerdote gesuita, padre Kisito, che ha parlato della "Fecondità Evangelica". Il tema ha preparato spiritualmente a vivere questo importantissimo evento come un tempo di grazia.
le suore capitolari, dopo un momento di preghiera ben preparato sono state chiamate una ad una dalla Superiora generale e poi in processione con una lampada in mano si sono dirette verso la sala capitolare, precedute dal Crocifisso e la Parola di Dio. La Superiora Generale, suor Paola DOTTO, ha aperto il IX Capitolo Vice Provinciale e nel suo discorso ci ha motivate a partecipare attivamente e sinceramente per il bene della Vice Provincia e di tutta la nostra Congregazione.
Condividiamo alcuni punti del suo discorso a noi molto cari e ricchi del nostro spirito congregazionale:
“Apprezziamo il tema che avete scelto, legato al percorso voluto per tutta la nostra Famiglia religiosa dall’Assemblea del Capitolo Generale (DCG 2017)
“Doniamo la nostra vita per essere donne evangelicamente feconde”
Siamo chiamate ad una grande sfida per essere donne, essere feconde, ... diventare madri! Pensiamo a quanto è forte il valore della fecondità e della maternità qui in Africa! Quanta energia, dedizione, sofferenze e fatiche, sono necessarie, sempre e ovunque!
E, ancor più per noi consacrate, essere madri, dare la vita… secondo il vangelo... richiede un amore umano e spirituale, un amore forte e semplice nel superare l’egoismo, l’individualismo, i desideri personali per fare ‘spazio’ all’altro. Per noi consacrate e missionarie il dare la vita trova fondamento e motivazione in Gesù che ha donato la vita fino alle estreme conseguenze, e ci chiama a seguirlo “non c’è amore più grande che dare la vita”.
In Lui la nostra fecondità nasce dalla capacità di soffrire e morire ogni giorno per l’uomo che fa strada con noi nella nostra comunità, nella nostra missione. Per noi FMSC, questo è il Centro della nostra contemplazione dell’Amore: il Cuore trafitto di Gesù Crocifisso. È una realtà vera, forte, consapevole che Gesù ha vinto le tenebre del male, e con la sua luce ha illuminato i nostri occhi, il nostro volto, il nostro cuore.
In questa trasparenza riconciliata e in questa fedeltà rinnovata, possiamo essere feconde nella relazione con il Signore, e con i fratelli, le sorelle tanto più preziosi quanto più diversi perché sono un dono grande del Padre che genera e ci regala la bellezza della diversità del Suo Volto”.
Lo Spirito Santo è stato la guida principale del Capitolo, con tenerezza e saggezza, ha ispirato le suore a dare il meglio di loro stesse per il buon esito. L’ambiente fraterno e dinamico ha stimolato un’attiva partecipazione di tutte le sorelle, certamente arricchita dalle ottime riflessioni e condivisioni spontanee. L'opera dello Spirito Santo e la mano di Dio operante in ogni sorella si è resa manifesta come una luce venuta a illuminare le vie da percorrere e permettere alle suore di crescere e testimoniare. Questo momento spirituale e storico ci ha colmate di gioia, di serenità ed entusiasmo.
Ringraziamo e lodiamo Dio Padre Onnipotente, per il suo amore ineffabile, la sua misericordia e tenerezza verso di noi e anche per la nostra nuova Superiora Vice Provinciale e il suo Consiglio. Mettiamo l'Africa nelle mani del Signore e ci affidiamo alla sua divina Provvidenza, affinché ci conduca secondo il suo volere.
Ringraziamo di cuore la nostra Superiora generale suor Paola Dotto, la sua Vicaria suor Tiziana Tonini e tutto il Consiglio generale, per il sostegno spirituale e fraterno. Siamo grate alle nostre consorelle di tutte le Province per il sostegno nella preghiera.
Ecco il nuovo Consiglio Vice Provinciale:
Suor M. Bertha Mange Ngwashi Superiora Vice Provinciale
Suor M. Victorine Mbora 1° consigliera e Vicaria
Suor M. Teresa De Cecco 2° consigliere
Suor M. Lilian Azieshi Fru 3° consigliere
Suor M. Carine Metang 4° consigliere.
"Benedirò il Signore in ogni momento,
la Sua lode sarà continuamente nella mia bocca". (Sal. 34,1)
La pandemia causata dal covid 19 ha tolto la vita a moltissime persone in tutto il mondo. Anche l’India, nostro caro paese, non è stata esente da questo dolore, anzi abbiamo vissuto personalmente questa sofferenza e l’impotenza di non poter far nulla. Ringraziamo Dio per aver custodito fino ad ora il dono della vita, ci ha protetto da questo male e crediamo fermamente che abbiamo una responsabilità ancora più grande di impegnarci a vivere secondo il suo progetto di salvezza.
Noi, Suore, della fraternità “San Francesco d'Assisi”, di Bhitbuna – India, esprimiamo la nostra sincera gratitudine a Dio, ed invochiamo l’assistenza dello Spirito Santo, affinché le nostre preghiere per l’umanità sofferente siano gradite ed accolte da Dio Padre. Ci siamo impegnate a pregare Il salmo 91 ogni giorno dai membri della fraternità, che si alternano dalle 05 del mattino fino alle 17 della sera. È un'esperienza molto toccante elevare il nostro spirito e la nostra voce a Dio ad ogni ora del giorno e queste preghiere risuonano all’interno della fraternità ed intorno a noi (Ap. 8,4).
Per i poveri dei villaggi e per noi suore non c’è altro rifugio sicuro che Dio, perché viviamo in una area remota forestale dove l’assistenza sanitaria non è a disposizione. Molti sacerdoti e religiosi sono stati chiamati a ritornare alla Casa del Padre a causa del covid 19 e in questi ultimi giorni ci ha lasciato anche il Vescovo di Gumla Mons. Paul Alois Lakara.
Il Signore vuole che continuiamo a dedicarci alla testimonianza e alla diffusione del suo Regno donandoci la grazia di vederLo nel volto sofferente dei fratelli e sorelle che incontriamo nella vita di ogni giorno. Nonostante le sofferenze e la mancanza di tanti membri del Chiesa Cattolica i nostri cuori in comunione con loro, continuano a ripetere lodi di gratitudine al Signore per le Sue innumerevoli benedizioni e il Suo Amore misericordioso. “Benedirò il Signore in ogni momento; La sua lode sarà sempre sulla mia bocca». Sal: 34:1.
Sr. Beena Chacko e le sorelle della fraternità “San Francesco d’Assisi”
Bhitbuna, Jharkhand - India
Con tanta gioia e profonda gratitudine a Dio e anche a Suor Attiliana, condividiamo con la nostra Congregazione, la Chiesa, la Famiglia Francescana, familiari, amici, benefattori la Grande Festa in occasione del 90º compleanno di Suor Attiliana Durigon Tonon ed i suoi 70 Anni di consacrazione al Signore nella nostra Congregazione.
In sintonia con lo spirito francescano e il Carisma affidato da Dio ai nostri Fondatori, di riconoscere e servire il volto sofferente di Dio nei poveri e gli esclusi della società; vogliamo ammirare con gratitudine le tracce provvidenziali nella nostra storia congregazionale e rispondere alle esigenze attuali con spirito rinnovato. Tenendo presente la situazione sociale della Bulgaria, in particolare a Rakovski, abbiamo risposto a un bisogno concreto con un progetto che è una grande sfida: si tratta di un centro per i diversamente abili, i poveri in diverse situazioni, e gli esclusi della società.
"Per ascoltare la voce di Gesù, è necessario bussare;
bussare in semplicità, con fede, speranza e amore."
Laura Leroux (Fondatrice FMSC)
Il 24 aprile 2021 è stato il giorno della mia consacrazione a Gesù. Molto significativo per me è stato la scelta di questa giornata tutta avvolta da eventi della nostra congregazione delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore.
Il Rito della Professione mi ha commosso fino ad avere le lacrime. La provinciale suor Laura Morgan mi ha tenuto le mani mentre Professavo i miei voti, suor Anne James Guerin e suor Annamaria Not erano testimoni. Ritornando dopo aver indossato l’abito religioso, cucito da Sr. Joana aiutata da suor Annakutty e suor Clare, ero raggiante di gioia e di amore. Sentirmi chiamare Suor Tess del Sacro Cuore mi ha ricolmata di gioia e di piccolezza di fronte ad un nome così “grande”.
Che benedizione condividere questo giorno speciale con amici, familiari, suore e parrocchiani. Dopo la Santa Messa abbiamo condiviso insieme un momento conviviale fraterno.
"L'importanza della consacrazione non può mai essere sufficientemente apprezzata"
P. Gregorio Fioravanti (Fondatore FMSC)
La visita di Papa Francesco in Bulgaria il 5 e 6 maggio scorso è stata seguita con grande partecipazione in tutto il mondo da molti cattolici e non.
Dopo la celebrazione Eucaristica, da Lui presieduta il 6 maggio 2019 nella parrocchia del Sacro Cuore di Rakovski, noi, Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, abbiamo vissuto una grande gioia, accogliendo nella nostra casa il Santo Padre, il successore di Pietro. La Superiora generale suor Paola Dotto, la Superiora provinciale, suor Angelica Hadjihanni e la Superiora locale suor Elka Staneva hanno atteso Papa Francesco all’ingresso, per dare il benvenuto e accompagnarlo all’interno della nostra casa religiosa.
Quando Papa Francesco è arrivato vicino a noi, ci siamo commosse e sorprese per il suo volto luminoso e il suo sorriso aperto. Suor Paola e Suor Angelica gli hanno rivolto il saluto: “Benvenuto tra noi Santità…nella nostra casa, Santo Padre”. Suor Elka poi si è avvicinata per consegnare una splendida rosa rossa, fiorita nel nostro giardino dicendogli che quella rosa era per lui e senza spine; a tale affermazione il Papa ha ribadito: “Allora, quando le rose sono senza spine, significa che siamo in Paradiso, perché lì non ci sono spine” … Ci siamo incamminate tutti poi verso l’interno della casa, dove erano in attesa le altre sorelle, che lo hanno salutato con grande emozione e immensa gioia.
Noi suore avevamo il compito di occuparci del servizio del pranzo del Papa e dei Vescovi, i giovani volontari di prendersi cura della guardia vaticana e del medico personale. Dopo un pranzo piuttosto breve, il Papa si è ritirato in una stanza attigua preparata per lui. Dopo la pausa, il Santo Padre ci ha chiamate vicino per farci un dono prezioso: Il Trittico di Santa Maria degli Angeli, realizzato a Betlemme. Anche noi abbiamo offerto un dono tipico del nostro Paese: una boccetta di puro olio di rose e un'icona della Madre di Dio scolpita in legno libanese.
Quale gioia per noi ricevere la grazia della benedizione personale dal Papa! Ogni sorella ha avuto l'opportunità di scambiare alcune parole con lui; Papa Francesco si è intrattenuto in particolare con la sorella più anziana, suor Luigia Miglioranza, che ha condiviso con il Papa i suoi 60 anni di servizio missionario in Bulgaria e presso la Nunziatura Apostolica in Turchia. Il Papa l’ha ascoltata con molta attenzione e poi le ha confidato: “Anche io sono vecchio, ma il vino vecchio è il vino buono”!
Suor Paola ha chiesto poi al Santo Padre di benedire l’intera Congregazione, suor Angelica lo ha invitato a Cipro e in Libano.
All’uscita dalla nostra casa, l’auto papamobile era attorniata dai malati, dai poveri, da volontari e genitori delle nostre suore bulgare; tutti erano pronti con i fiori in mano a salutarlo. Mentre il Papa li osservava con il suo sguardo tenero e misericordioso, Sr Elka gli ha comunicato che la loro gioia era completa, in quanto quelle persone sono parte della loro vita quotidiana. Sentendo questo, il Papa stringendo le mani nel suo tipico gesto ha detto: “così dovremmo esserci”. Papa Francesco, infine, ha salutato i presenti e ha consegnato a tutti personalmente un rosario.
Ripensando ai momenti vissuti durante questa visita straordinaria, ci rimane impressa nel cuore la figura di Papa Francesco, piena di pace, “Lui porta in sé la vera pace”, cioè Gesù Cristo! Egli è venuto a donarLo ad ogni persona che voglia accoglierLo nel più intimo del cuore.
A noi suore, commosse di essere state testimoni della grazia di Dio, non resta altro che ringraziare il Signore e chiedere la forza dello Spirito Santo, sentendoci chiamate a vivere con maggiore entusiasmo e coraggio la nostra vita, dopo tutto ciò che abbiamo ricevuto come dono. Grazie Papa Francesco!
Ringraziamo, in particolare, la nostra Superiora generale Suor Paola Dotto per la sua preziosa presenza in mezzo a noi; la Superiora provinciale, Suor Angelica Hadjihanni, le sorelle bulgare Suor Krasimira e Suor Svetla, venute dalle missioni del Libano e da Cipro per condividere e vivere questa grande gioia. Ringraziamo le sorelle della Congregazione per le preghiere ed i messaggi inviati: ci siamo sentite come sempre: una sola famiglia!
Condividiamo anche la toccante lettera che abbiamo ricevuto da Papa Francesco dopo il privilegio della sua visita nella nostra missione.
Le Sorelle della fraternità di Rakovski – Bulgaria.
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