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    Ultime NEWS

    12 luglio
    RELAZIONE DELLA PROVINCIA S. LUIGI IX
    Cominciamo una nuova giornata, entriamo sempre più in profondità nella conoscenza delle realtà congregazionale grazie alle relazioni delle Superiore Provinciali.
    Oggi l’invocazione allo Spirito è in lingua francese, presente nella Congregazione fin dalla fondazione, oltre che nella terra che ha dato i natali alla nostra fondatrice, anche nella Provincia S. Elisabetta e soprattutto nella vice-provincia Ss. Martiri d’Uganda e nella Repubblica Centroafricana.
    Sr Armelle Kosta espone con padronanza e disinvoltura una realtà che dimostra di conoscere a fondo e di amare nella sua originalità e ricchezza di storia.
    Analizza con obiettività i problemi e le reali fatiche delle sue missioni, ma presenta le sue missionarie motivate, attive soprattutto nel campo giovanile. Esse operano in tre diversi Paesi nei quali non c’è una Lingua comune, per questo nell’assemblea si richiama l’attenzione all’importanza dello studio serio della Lingua, della cultura, delle tradizioni e delle politiche, mezzi che favoriscono l’inculturazione e l’evangelizzazione.
    Salutiamo l’interessante relazione e l’ampia discussione che ne è seguita con un lungo applauso e ringraziamo per il dono che offre a ciascuna capitolare.

     RELAZIONE DELLA PROVINCIA MARIA IMMACOLATA
    Nel pomeriggio rientriamo in Italia, a Roma e “visitiamo” la Provincia Maria Immacolata ascoltando la relazione presentata da Sr. Marta Camerotto che la introduce con il dipinto “La cena in Emmaus” di Caravaggio, studiata nei minimi dettagli ed esposta dalla stessa relatrice “un momento unico, di gioia e di sorpresa: la tavola della locanda di Emmaus si trasforma in un altare dove si celebra il sacrificio eucaristico.”
    Con una singolare capacità analitica offre un quadro preciso del cammino spirituale, formativo, apostolico della provincia. Con competenza, ma grande semplicità entra nei dettagli delle realtà missionarie mettendo in evidenza, tra il coraggio dell’abbandonare strade tradizionali, il desiderio di lasciarsi guidare alle novità, quelle novità cercate e trovate nell’ascolto dello Spirito con fiducia nella fedeltà, freschezza carismatica e attenzione a cogliere i segni della Provvidenza.
    Conclude la sua relazione con una riflessione sempre ispirata all’opera d’arte del Caravaggio:
    “Il racconto dei discepoli di Emmaus è esemplare ed illuminante dell’incontro che ciascuna di noi fa nell’Eucaristia con il Signore risorto.
    Anche noi siamo invitate a prendere il posto libero lasciato al tavolo, davanti a Gesù, con i discepoli in Emmaus. Qui si realizza il nostro incontro salvifico con Cristo… La nostra testimonianza dell’avvenuto incontro con Cristo risorto, nell’Eucaristia, si concretizza nell’affiancarci all’uomo-fratello con la discrezione di Gesù, nel percorrere con Lui la stessa strada, nel proiettare sugli stessi la luce del Risorto e nell’infondere in tutti nuova speranza per proseguire con gioia il cammino verso il regno di Dio”
    Offre poi un presente “tascabile” ma che completa l’esposizione: una teca con l’incisione della scena dei discepoli di Emmaus, un piccolo corporale ricamato dalle giovani juniores, il tutto inserito in una custodia tessuta e confezionata dalle donne albanesi.




     

     

    11 luglio
    Anche oggi Dio ha scelto per noi una parola che ci “obbliga” a porci in ascolto per ricevere il dono della sapienza e della prudenza.
    “Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
    e custodirai in te i miei precetti,
    se invocherai l'intelligenza
    e chiamerai la saggezza,
    allora comprenderai il timore del Signore
    e troverai la scienza di Dio,
    perché il Signore dà la sapienza,
    dalla sua bocca esce scienza e prudenza.” Pv. 2-1,6

                                     RELAZIONI DELLE PROVINCE "S. FRANCIS" E "SANTA ELISABETTA"
    In sala capitolare continua l’ascolto delle relazioni delle Superiore Provinciali. Oggi è la provincia “S. Francis” degli Stati Uniti ad offrirci la sua realtà missionaria di sofferenza, difficoltà e povertà.
    Prende la parola la Superiora provinciale, sr. Laura Morgan, che espone con estrema verità la situazione delle nostre sorelle, una realtà di croce che stanno vivendo con grande fede e che condividono con il coraggio della speranza.
    Tornano alla mente le immagini di Religiose ideali proposte da Mons. José Carballo e le cui caratteristiche vediamo incarnate proprio in loro:

                                                  POVERE LIBERE ESULTANTI
    Abbiamo ammirato Sr Laura nella sua esposizione perché non ha parlato del loro glorioso passato, ma del faticoso presente nel quale custodiscono il carisma missionario nella dimensione francescana.
    Segue la relazione di Sr Angelica Hadjihanni, Superiora della Provincia “S. Elisabetta” che ci presenta la realtà con uno sguardo geograficamente ampio e aperto: Cipro, Libano, Bulgaria con culture, lingue, religioni, politiche molto diverse tra loro e che trovano la loro collocazione nel cuore del nostro carisma di FMSC
    Abbiamo accompagnato le sue parole con interesse e ammirazione per l’ambito della missione che loro servono con poche forze, ma con grande entusiasmo, fede e speranza.
    Suscita curiosità la realtà libanese che negli ultimi anni ha sofferto molto a causa, prima di una guerra interna e poi della guerra scoppiata nella confinante Siria.
    Nonostante le sfavorevoli condizioni, le nostre suore missionarie hanno continuato a essere presenti con una importante attività scolastica molto apprezzata. Ma… c’è di più!
    Il missionario è sempre attento, vigila sull’evolversi delle situazioni, studia le reali necessità e trova nuove risposte d’amore e di servizio.
    Con meraviglia abbiamo sentito come hanno studiato un piano di intervento per i numerosi bambini diversamente abili mentalmente. Accanto alla scuola che già funziona da diversi anni, è nata una scuola solo per loro che apprendono la base del sapere, ma poi vengono avviati alle arti manuali: cucina, orto….
    E la Provvidenza ha voluto sigillare la sua approvazione concedendo tutti gli aiuti finanziari di cui il progetto ha bisogno.
    Sr Beatrice che segue direttamente tale progetto ci ha assicurato l’ottima riuscita dei suoi alunni. In questo modo anche per loro ci può essere un futuro di realizzazione nel mondo del lavoro.
    La giornata si conclude con una allegra serata di fraternità.


     

     
    Lunedì, 10 Luglio 2017 18:02

    Continuano i lavori capitolari

    10 luglio 2017
    Come sempre anche oggi il lavoro capitolare inizia con la Parola di Dio.
    È l’evangelista Giovanni che illumina la nostra giornata.
    “Gesù si fermò in mezzo a loro e disse “Pace a voi” Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Dopo aver detto questo, alitò su di loro di nuovo e disse ”Ricevete lo Spirito Santo…”
    Con il dono dello Spirito Santo invocato con una bella proiezione in sala, siamo pronte a dare inizio a questa giornata che si incentra sulle Procedure da seguire per il buon andamento del Capitolo.
    La Superiora generale presiede le Sessioni in qualità di Presidente; è coadiuvata dalle due moderatrici, Sr Francesca Fiorin e Sr Lilibeth Labian.
    Vengono poi elette due scrutatrici Sr Marzia Ceschia e Sr. Mini Varikkakuzhyl e la segretaria del Capitolo Sr Paola Aita.
    Con la elezione della Commissione Esaminatrice composta da Sr. Fides Lorenzon, Sr Marta Camerotto e Sr. Elisabetta Varikkakuzyil si conclude la prima fase alla quale fa seguito la lettura e l’approvazione del Regolamento.
    Nel frattempo ci sentiamo accompagnate dalle sorelle di tutta la Congregazione che si fanno presenti anche in modo tangibile inviando auguri e assicurando preghiere.
    Il Capitolo è un avvenimento di chiesa e ci sostiene la benedizione e la preghiera di molti Vescovi delle nostre realtà missionarie.
    Rientrando dalla pausa pranzo in sala capitolare troviamo un calendario che ci servirà ad orientarci a stabilire la data delle Elezioni della Superiora generale e del suo Consiglio.
    Dopo aver considerato il tempo dovuto da dare alle relazioni delle Superiore Provinciali e dei relatori esterni invitati, viene fissata al
                                                          22 luglio l’elezione della Superiora Generale
                                                               e al 23 luglio quella delle Consigliere.


                                   RELAZIONE DELLA PROVINCIA "S.M. degli ANGELI"

    Nel pomeriggio inizia l’esposizione delle Relazioni delle Superiore Provinciali, prima fra tutte la primogenita “S. Maria degli Angeli”
    Viene seguita con attenzione e apprezzamento: Ognuna di noi ritrova in questa realtà una parte della sua storia vocazionale, una ispirazione della sua vocazione missionaria che ha poi portato nel mondo dove il Signore l’ha inviata. Abbiamo ascoltato come l’entusiasmo missionario sia rimasto vivo sia pur in forme e modi nuovi, nonostante le mutate condizioni dei tempi, nonostante le difficoltà così reali e costanti oggi.
    Viene spontaneo dire con S. Paolo:
    Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore. Rm.8,35,38
    Ringraziamo la superiora Provinciale ma anche sr Mariagiulia, missionaria nella Repubblica Centro-Africana e sr Marzia missionaria a Udine, nel Convitto, dove da due anni la Comunità collabora ad un progetto universitario per giovani provenienti dalla Cina per studiare l’Italiano e poi continuare gli studi in diverse Università italiane.
    Sr Mariagiulia ha condiviso la sua esperienza informandoci su una situazione di guerra che dura ormai dal 2012 e non accenna a risolversi. Nonostante violenze inaudite, terrore e morti incalcolabili, la situazione di questo Paese non fa notizia a livello internazionale.
    Le nostre suore restano coraggiosamente ed esemplarmente al loro posto e costituiscono la sicurezza per le gente che si rifugia a casa loro occupando ogni spazio possibile.
    E… incredibilmente sono felici e mai hanno pensato ad allontanarsi perché in quei fratelli poveri, perseguitati, impoveriti, violentati hanno visto, vedono e toccano Gesù.


     

     
    Domenica, 09 Luglio 2017 18:36

    Apertura ufficiale del XX Capitolo Generale

    Domenica 9 luglio 2017 0re 17

    Siamo pronte a dare inizio al Capitolo con la solenne apertura ufficiale.
    La riflessione introduttiva recita cosi “Il Capitolo Generale è il luogo dell’obbedienza personale e corale allo Spirito Santo; questo docile ascolto si invoca piegando intelletto, cuore e ginocchia nella preghiera….
    E’ il tempo di custodire nella creatività la novità, perché conservi il sapore genuino della fecondità benedetta da Dio” (Per vino nuovo otri nuovi)
    Mentre l’assemblea invoca con il canto lo Spirito Santo, entra la superiora generale con il sigillo della Congregazione. E’ seguita da due suore che portano la lampada accesa e la Parola.
    Il sigillo, segno dell’unità e simbolo carismatico, durante la celebrazione del mattino era già stato offerto sull’altare e ora resterà esposto per tutto il tempo del Capitolo accanto alla lampada accesa e alla Parola di Dio.
    Il rito previsto è solenne pur nella sua essenzialità e semplicità.
    Dopo aver deposto il sigillo, la superiora generale prende la parola e rivolge alle capitolari il suo saluto.
    Inizia rendendo lode al Signore e ringraziandolo per questo importante appuntamento che ci vede radunate da ogni angolo della terra “non perché siamo migliori delle altre, ma perché vuole che qui avvenga il cambiamento, la trasformazione del cuore e della vita per portare poi nelle fraternità la gioia di una vita nuova e l’entusiasmo di un carisma rivitalizzato.
    Ripropone nuovamente alla nostra memoria l’evento da pochi giorni celebrato: 100 anni della nascita al cielo della nostra Fondatrice, evento significativo e toccante per ciascuna e per la nostra storia, che ha messo in luce il percorso e la forza della Provvidenza.
    “Partiamo dalla semplicità e minorità- ha continuato Sr. Paola- dall’affidarci al Signore e all’attenzione reciproca e solidale fra noi. Il resto lo porterà a compimento Lui. Dobbiamo crederci! Come ci insegna la storia dei nostri Fondatori.”
    Ricorda il logo del Capitolo, il tema carismatico della missionarietà da approfondire, da vivere, da rigenerare con entusiasmo. Richiama alla nostra attenzione l’umanità sofferente in cerca di valori, l’umanità mendicante di accoglienza e di affetto che attende da noi lo sguardo e l’abbraccio di Gesù che ha vissuto il trionfo della resurrezione passando attraverso la morte.
    Sente la presenza orante delle sorelle sofferenti ed anziane come di coloro che già godono la gioia del Paradiso.
    E termina:
    “Con affetto fraterno, mentre imploro su tutte noi la protezione della Vergine Maria, nostra Madre, di San Giuseppe, custode della nostra Famiglia e dei nostri santi fondatori Laura Leroux e Padre Gregorio Fioravanti
                                                    
                                                              dichiaro aperto il XX Capitolo generale

    ‘Lo Spirito del Signore e la sua Santa Orazione’ ci accompagnino.


     

     

    Domenica 9 luglio 2017 0re 17

    Celebrazione Eucaristica nel giorno dell’Apertura Ufficiale del XX Capitolo generale

    La cappella della Casa Generalizia si veste nuovamente a festa oggi per la celebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza Mons José Rodriguez Carballo, Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, a noi molto caro per averci accompagnato in vari momenti di vita della Congregazione.
    Lui, esperto di Capitoli per aver servito l’Ordine Francescano in qualità di Ministro Generale, definisce il Capitolo Generale come momento forte di discernimento personale e comunitario.
    E ci ha suggerito due domande:

    • Signore, cosa vuoi che io faccia?
    • Sorelle, che cosa dobbiamo fare?

    Dal discernimento personale e comunitario e nell’attento e umile ascolto dello Spirito scaturirà la novità coraggiosa di osare un futuro missionario come “Suore povere, libere esultanti”


    Incontro in sala di Capitolo con Mons. Carballo.

    Dopo la solenne celebrazione liturgica, Mons. Carballo ci ha regalato un’ora di riflessioni
    invitandoci anzitutto a rileggere la colletta del giorno e la Lettera di S. Francesco
    all’Ordine; ne ha fatto la sintesi proponendoci il cammino di questi giorni capitolari in
    cinque verbi:
    Ascoltare la voce dello Spirito
    Obbedire con vera umiltà
    Custodire per non perdere l’ispirazione e diventare generatrici di vita
    Adempiere:essere operative
    Lodare il Signore.

    Ha scelto poi di rileggere alcuni punti della Evangeli Gaudium nei quali il Papa sogna
    una Chiesa Missionaria che cammina, edifica e confessa la fede in Gesù. Per noi che
    per questo Capitolo abbiamo scelto la sfida missionaria è necessario che giungiamo
    alla conversione missionaria riscoprendo l’eterna novità e la gioia del Vangelo che
    esige rinnovamento, cioè una conversione pastorale perché tutte le nostre strutture
    siano missionarie.
    Una Congregazione in uscita, missionaria, aperta a tutti ma privilegiando i poveri che
    sono i primi destinatari del Vangelo.

    Ha poi delineato la figura dell’evangelizzatore :
    Testimone prima che maestro
    Persona chiamata alla conversione
    Prossimo di ogni persona, soprattutto dei poveri
    Contemplativo in azione
    Persona spirituale che va dove la porta lo Spirito
    Persona di comunione con Dio, con gli altri e con la Chiesa
    Servo della Parola.Non ha parole proprie:ascolta, custodisce e annuncia
    Profeta di gioia e di speranza
    Uomo (donna) che ama andare oltre le frontiere
    Persona che vive della logica del Vangelo
    Persona che condivide la missione con i laici.

    Infine ci ha messo in guardia dalle tentazioni comuni:
    *L’individualismo ( crisi di identità, crisi di fervore)
    * L’accidia ( la scontentezza cronica che rende deserto il cuore)
    * Il pessimismo sterile
    * La mondanità spirituale che si può nascondere dietro apparenze di spiritualità
    *Antagonismo interno.
    E dopo le tentazioni eccoci aperte alle sfide odierne:
    Interculturalità
    Dialogo
    I nuovi poveri, coloro che hanno abbandonato la fede; i dimenticati che spesso hanno
    bisogno sì di pane, ma soprattutto di essere presi per mano.


     

     

    6 luglio 2017
    Oggi iniziamo il ritiro spirituale che ci prepara e introduce alla “missione” del XX° Capitolo generale.
    Sr Elisa Kidané, missionaria comboniana Eritrea, scrittrice, poeta e giornalista, ma anzitutto missionaria, ha scelto per noi un percorso evangelico offrendoci come modello alcune donne per stimolarci a rinnovare la passione missionaria.
    Effata,apriti!
    Donna dell’ascolto.
    Donne guarite.
    Donne che osano.
    Donne fedeli.
    Donne apostole.
    Siamo donne chiamate ad annunciare ciò che abbiamo visto e toccato. Chi ci vede, deve vedere Gesù, il vivente. Lo possiamo realizzare passando attraverso l’esperienza dell’ascolto, mettendo il nostro capo sul cuore di Gesù, stando ai piedi della croce per essere capaci di stare ai piedi dei crocifissi della storia.
    Il brano evangelico che apre le due giornate è la guarigione del sordomuto che ci aiuta a riflettere sulle nostre sordità spirituali, sulle chiusure dalle quali essere guarite.
    La prima donna offerta come modello è Maria, donna del popolo, compagna di viaggio, umile, semplice, in docile ascolto, terra disponibile ad accogliere la Parola.
    Anche noi, guarite dalle nostre sordità spirituali, diventiamo abili all’ascolto di Dio che ci parla nella vita, nella quotidianità delle nostre realtà per evitare il rischio di vivere ai margini, ciò di cui il mondo ci accusa.

    7 luglio 2017

    Continua oggi il nostro percorso biblico con “Le donne che osano” le donne cioè, che hanno il coraggio di rompere gli schemi, che hanno sempre creduto nel Maestro, che non lo hanno mai abbandonato, soprattutto gli sono state vicino ai piedi della croce.
    Oggi è una donna che non ha nome, la cultura di allora l’ha relegata ad essere nessuno, viene chiamata con il nome della sua malattia, emorroissa, ma che osa, lei considerata impura, toccare Gesù. Per la sua fede e il suo coraggio Gesù la guarisce, la riabilita e la chiama figlia.
    Toccare il Signore con fede, raccontare la nostra vita, l’esperienza di Lui che facciamo ogni giorno. In questa donna Gesù vede ciascuna di noi che gli porta le sofferenze dei popoli. Dobbiamo osare, dobbiamo chiedere, dobbiamo “sorprendere e costringere Gesù” a guarirci.
    Ed eccoci alla meditazione delle “Donne fedeli” ai piedi della croce, ai piedi dei crocifissi della storia. Stavano presso la croce con dignità, con forza, con coraggio. Stare vicino ala gente, vicino alla Chiesa, alla nostra comunità, al mondo, per toccare la carne sofferente di Cristo. Farci prossime, coscienti che il dolore esiste, ma può diventare scuola di risurrezione. Noi ai piedi della croce teniamo vivo il legame del mondo con il Crocifisso. La fedeltà è fare spazio, allargare la tenda, aprirsi, uscire sulle strade dell’umanità. Solo così e insieme alla nostra comunità possiamo rinnovare l’entusiasmo missionario per abbracciare con il Cuore di Cristo Crocifisso.
    E finalmente “Donne apostole” alla scuola di Maria di Magdala il mattino di Pasqua. Maria cerca un morto e non lo vede. Gesù la chiama per nome e quell’essere chiamata per nome le fa tutto chiaro.
    “Non mi trattenere” la gioia è così grande che vorrebbe trattenerla per sé.
    “Va’ e annuncia!” Non possiamo né potremmo trattenere la gioia di aver incontrato il Signore.
    Andare al sepolcro significa visitare la nostra vita di peccato, di morte, ma non possiamo fermarci. Se siamo capaci di sentire il nostro nome, saremo capaci di dire “Maestro” e ricevere il mandato “Vai!”
    Sono Francescana Missionaria del S. Cuore per dire al mondo:” Ho visto il Signore!”


     

     

    Alla vigilia dell’apertura ufficiale XX Capitolo Generale un festoso evento di famiglia ci raduna tutte intorno alla nostra Fondatrice Laura Leroux di Bauffremont per concludere l’anno centenario della sua nascita al Cielo.
    L’evento prevede tre momenti distinti, il primo è certamente la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo ausiliare del settore nord di Roma, Mons. Guerino DI Tora, concelebrata dal Parroco, Don Antonio Saturno, presente con due suoi confratelli e da Padre Giuseppe Buffon ofm a noi molto vicino nello studio e nella ricerca che riguardano la nostra Fondatrice.
    La S. Messa votiva è quella di S. Antonio, così amato da Laura e da lei scelto a nostro speciale patrono.
    Al termine della S. Messa siamo state invitate nel salone adiacente la portineria dove un’opera artistica dedicata ai nostri Fondatori, Laura Leroux e Padre Gregorio Fioravanti, attendeva di venire scoperta e benedetta.
    La Superiora generale, sr Paola Dotto, rivolge il saluto, motivando la scelta, illustrando e spiegando l’incontro di Laura Leroux e P. Gregorio proprio a Venezia, la città dei ponti che uniscono e si rendono complici del piano di Dio per la fondazione della nostra Congregazione. Così lei si rivolge ai presenti:
    “Sono lieta di salutare Sua ecc. Mons. Guerino di Tora, Vescovo ausiliare di Roma, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione CEI sulle migrazioni
    Lo ringraziamo per aver accettato di stare con noi oggi per ricordare il Centenario (1917-2017) della nascita al Cielo della nostra Fondatrice Laura Leroux, Duchessa di Bauffremont.
    Saluto Padre Giuseppe Buffon, frate minore, confratello del nostro Fondatore Padre Gregorio. P Giuseppe ci ha sempre accompagnato e continua ad accompagnarci nella nostra Storia e vita di Famiglia.
    Al nostro parroco, don Antonio, ai due vice-parroci, don Antonio e don Andrea, la nostra gratitudine per essere qui fra noi anche in questo momento particolare della nostra Famiglia.
    Un ‘grazie’ sentito, per essere qui fra noi, al Direttore artistico Andrea Mezzetti, nonché   assistente del Maestro Poli, e a Dario Viviani collaboratore del Maestro Albano Poli del ‘Progetto Arte Poli’ di Verona, che hanno saputo interpretare il nostro pensiero concretizzandolo con finezza e freschezza artistica.
    E poi un grazie affettuoso e speciale a tutte le sorelle qui presenti, ed in particolare alle Sorelle Capitolari giunte da tutte le parti del mondo che rappresentano ciascuna suora dell’intera nostra Famiglia missionaria.
    Insieme vogliamo oggi rendere lode al Padre per la Sua Provvidenza che sa sempre andare ‘oltre’ e sa abbracciare e trasformare ogni evento per raggiungere il Bene di ogni sua creatura.
    L’entusiasmo e il desiderio di Laura Leroux nel voler fondare una famiglia religiosa, diventa concretezza, quando lungo le calli, a Venezia, vede passare sulla riva un frate e chiede al gondoliere di essere condotta lì, dove lui era diretto,.. a San Francesco della Vigna. Un’ispirazione! Un incontro! Un impulso dello Spirito, che si serve anche della semplice e imprevedibile ferialità per condurre la sua Storia.
    Una Storia che diventa realtà quando passa attraverso l’obbedienza umile e disponibile di padre Gregorio che, a sua volta, vede confermata la Volontà di Dio allorché il Ministro generale dà il proprio consenso ed incoraggiamento ad intraprenderla. Da questo momento la vita di Laura si intreccia con quella di Padre Gregorio per dar vita alla nostra famiglia di suore missionarie di San Francesco destinate alle Missioni Apostoliche.
    Oggi, ricordando Laura, facciamo memoria di questo incontro provvidenziale. Ricordiamo l’entusiasmo che ha attratto tante giovani a rispondere il proprio “sì” al Signore. Facciamo affettuosa memoria di tutte le sorelle che nel tempo, dagli inizi ad oggi, hanno creduto alla forza dell’Amore rispondendo con tenacia ed eroismo, con l’entusiasmo di continuare insieme con gioia per un presente e un futuro di speranza.
    I nostri Fondatori ispirino il nostro andare in questo tempo di celebrazione del XX Capitolo generale, che sta per aver inizio, affinché, come ‘FMSC in missione possiamo rinnovare nella ferialità e semplicità francescana, l’entusiasmo evangelico per abbracciare e dare la vita con il cuore di Cristo Crocifisso.’

    A tutti Buona Festa!”

    Una profonda commozione si coglie sui volti di tutte le persone presenti quando il drappo lentamente scende e appaiono i due volti a noi tanto cari, Laura e P. Gregorio, strumenti scelti e docili della Provvidenza.
    Il vescovo benedice ed asperge con l’acqua benedetta l’opera artistica che viene poi illustrata dal direttore artistico dello scultore, Sig Andrea Mezzetti in questo modo:
    “La citta di Venezia è raffigurata attraverso la tecnica dell’incisione su vetro soffiato a bocca di altissima qualità che richiama con i suoi colori vibranti l’acqua e il cielo tra i quali si inserisce lo skylight di case e campanili. L’azzurro è il colore che meglio contrasta e fa emergere i bassorilievi in bronzo con il loro bruno dorato fungendo inoltre da raccordo con la superficie del muro interamente dedicato a quest’opera.
    I bassorilievi sono stati realizzati in base a fotografie e fedeli ritratti, per ottenere la più alta verosimiglianza, che attraverso l’arte diviene una memoria storica attiva, viva nella mente di chi frequenta questi luoghi.
    Nel complesso l’opera riesce a raffigurare l’inizio di questa storia che è chiaramente illuminata dall’intervento divino: la luce trasmessa e riflessa modulata dal vetro soffiato, la luce che incontra il bronzo e si trasforma in bagliori dorati tra i chiaroscuri del modellato, è una metafora di questa Luce”.
    Dopo aver ammirato a lungo e scambiato commenti di apprezzamento, ci attende in un’altra sala P. Giuseppe Buffon che ci regala mezz’ora di riflessione per presentarci la figura della nostra Fondatrice in rapporto alla storia e alla teologia, mettendo in rilievo che il fondatore/ fondatrice è colui che ha un’ispirazione dello Spirito, un codice di vita fraterna e una missione. P. Giuseppe sottolinea in particolare una specificità della nostra Fondatrice: la fragilità e conclude: “costruire nella fragilità, dalla fragilità, con la fragilità, in Lui è possibile…”. Questo valore, precisa, è messo in evidenza anche nell’ultimo documento della Congregazione per la Vita Religiosa “Per vino nuovo otri nuovi” .
    Con la gioia di questa speciale celebrazione ci introduciamo alle giornate di ritiro spirituale che precedono il Capitolo generale.


     

     

    Le suore della comunità di Büyükada dal 24 al 27 giugno hanno ospitato la “Mariapoli”, un appuntamento del Movimento dei Focolari: insieme, grandi e piccoli, più di 70 persone di varie provenienze della Turchia, si ritrovano per più giorni per vivere un laboratorio di fraternità, alla luce dei valori universali del Vangelo. Le giornate sono scandite da dialogo, formazione e condivisione.
    Quest’anno il Movimento dei Focolari ricorda in particolare che cinquanta anni fa, il 13 giugno 1967, è avvenuto il primo incontro tra il Patriarca Athenagoras I e la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich, che è diventata messaggera d’unità tra il Patriarca e Papa Paolo VI.
    Per festeggiare questo evento, tutti i partecipanti della Mariapoli e anche le nostre sorelle sr Zita, sr Gigi e sr Miriam, hanno avuto la possibilità di incontrare il Patriarca Bartolomeo nella vicina isola di Heybeliada nella loro scuola teologica di Halki; hanno vissuto così un momento ricco di ecumenismo, di esperienza di fraternità tra le chiese, sognando che un giorno l’unità delle Chiese possa avverarsi.


     

     
    Giovedì, 22 Giugno 2017 14:05

    Solennità del Sacro Cuore 2017

    Celebriamo tutti unite con gioia l’infinito Amore del Cuore di Gesù
    che avvolge ogni creatura.
    Egli ci doni di rimanere sempre nel Suo Amore,
    di attingere con piena fiducia
    benevolenza e zelo apostolico per l’umanità,
    sfigurata dalla violenza e dal dolore,
    così da riversare la tenerezza del Suo Cuore
    su ogni persona che incontriamo.

    Auguriamo a tutte buona festa nel Cuore di Gesù

    “Journées D’Arras” riunisce cristiani di diversi Paesi d’Europa impegnati nell’insegnamento, nella ricerca per le loro rispettive chiese o nel campo delle relazioni tra cristiani e musulmani.
    Quest’anno l’incontro si è svolto dal 6 al 10 giugno ad Hanover in Germania, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma Luterana.
    Come rappresentanti della delegazione turca vi hanno partecipato p. Eleuterio Makuta ofm e sr Miriam Oyarzo fmsc.
    I due temi che hanno guidato l’incontro sono stati: “Riforma e la riforma all'interno delle tradizioni religiose del cristianesimo e dell'Islam”, tema presentato da Dr. Peter Antes, e “Movimenti di riforma all'interno della teologia islamica” svolto dal Prof. Dr. Armina Omerika. Un excursus interessantissimo che ha aiutato i partecipanti a prendere consapevolezza dei diversi cambiamenti, presenti nell’Islam e nel mondo intero.
    È stata dedicata una giornata alla visita della città di Wittenberg, culla della Riforma di Martin Lutero, per offrire la possibilità di partecipare al programma ufficiale della Chiesa Luterana.
    Queste giornate per noi, che viviamo in terra turca, sono state molto importanti, soprattutto perché ci hanno offerto l’opportunità di comprendere meglio il valore della nostra presenza in Turchia, di capire come si lavora nel resto dell’Europa, di conoscere le difficoltà ma anche i contributi positivi di questa missione nel campo del dialogo interreligioso.
    Durante lo svolgimento delle tematiche, ogni rappresentante dei vari Paesi dell’Europa era chiamato a presentare il lavoro svolto durante l’anno ed a offrire una valutazione riguardo i passi compiuti nel campo del dialogo interreligioso.
    Alla fine dell’incontro abbiamo preso l’impegno di aiutarci a concentrare la riflessione su tematiche universali e comuni: diritti umani, libertà di religione, cura del creato.


     

     

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